Ci sono persone che non fanno rumore, ma che lasciano un segno.
Gianni Ralli, punto di riferimento della ristorazione milanese, era così. Un uomo di una volta, con la battuta sempre pronta, arguta e lo sguardo attento di chi non gli sfugge nulla.
E quando si parla di Gianni si parla di quello che era il suo regno naturale, il suo cuore: Il Consolare. La parola ristorante non è mai servita per capire di cosa si parlasse. Gianni e Il Consolare sono quel posto magico che ti fa sentire “al caldo”, in un posto che profuma di casa e di fiori freschi, tanto amati dal Signor Gianni.

Al Consolare non si entrava solo per mangiare bene, anche se sì, si mangia davvero bene (e tra i clienti che lo frequentano si sente spesso ripetere “il miglior pesce di Milano”), ma anche perché Gianni c’era, in tutta la sua eclettica personalità.
Il Consolare è un luogo pieno di storia, la vera Milano da Bere. Il ristorante preferito da Mina, di cui Gianni era amico e per la quale ha posato per la copertina di Uiallalla, celebre disco di Mina del 1989. Ma è anche un posto magico.

In un giorno qualsiasi potevi incontrare Ornella Vanoni, Caterina Caselli, Renato Zero, Gianna Nannini, Antonio Albenese, recentemente anche Woody Allen e tanti, tanti altri. Ma ciò che contava non era chi fossi, ma come stessi. E Gianni sapeva far star bene tutti.

Gianni aveva un’anima sensibile, sempre attento a far felice i propri clienti che trattava come ospiti. Con qualche affezionato con cui condivideva la passione per Mina si fermava a parlare dei suoi ultimi pezzi e a qualcuno di loro regalava una fotografia incorniciata. Un gesto delicato e spontaneo, simbolo della sua sincera amicizia. Quel tipo di rara gentilezza che non chiede nulla in cambio.

Anche nel giorno del suo funerale la chiesa era piena di amici e clienti affezionati, tra cui la famiglia Pani, il maestro Lavezzi e tanti altri.
Gianni ha sempre lavorato, fino in fondo con quella dignità concreta di chi ogni giorno apre, accoglie, controlla, scherza, sistema e si prende cura. E oggi, dentro al dispiacere, c’è una continuità che consola: Il Consolare. E resterà perchè non è mai stato solo un posto.
Se ne va una parte di Milano, ma una parte di Gianni resta a Milano, lì, in Via Ciovasso 4, dove accoglieva tutti.

Ciao Gianni.
E grazie, davvero.


