Quattordici sui 29 brani in gara al Festival rischiano di dover cambiare il titolo a causa di una recente modifica del Regolamento Generale della Siae, che ha introdotto la possibilità dell’Ente di non accettare il deposito di opere i cui titoli possano creare confusione. Per avere chiarezza chiediamo spiegazioni all’avv. Giorgio Tramacere che opera nel settore.
Redazione Sanremo
In questi giorni si è sollevato un polverone sul fatto che 14 brani in gara al Festival rischierebbero di cambiare il titolo e Striscia la Notizia avrebbe addirittura suggerito i titoli alternativi. Che cosa succede?
L’argomento è di attualità da quando la Siae, nel luglio 2023, ha comunicato ad alcuni autori di cessare l’amministrazione di numerose opere già depositate con titoli – a dire della Siae – confusori e la conseguente sospensione della liquidazione del conto. Tutte le società di raccolta dei diritti del mondo disciplinano e risolvono il fenomeno della confusorietà obbligando i compositori a cambiare il titolo, qualora il cognome anche di uno solo dei compositori delle opere preesistenti sia identico a quello anche di uno solo dei compositori delle opere successive. In altre parole, se scrivo “Alba Chiara” insieme a Mario Rossi, il mio titolo potrà creare confusione con “Alba Chiara” di Vasco Rossi. In questo caso la Siae non accetterà, giustamente, in tutela la mia nuova opera e per regolarizzare il deposito dovrò cambiare necessariamente titolo. Se però “Alba Chiara” la scrivo con Mario Bianchi, non ci sono motivi per cui la Siae non accetti in tutela la mia opera, o cessi di amministrarla. L’anomalia che si è verificata in Italia è che la Siae, modificando il regolamento, ha oggi la possibilità di cessare l’amministrazione di un’opera anche nei casi in cui i compositori dell’opera successiva siano completamente diversi!
Negli altri paesi come è regolamentato il fenomeno dei titoli confusori?
Tutte le collecting del mondo, in caso di coincidenza dei titoli delle opere, fanno riferimento soltanto all’omonimia di almeno uno dei compositori. Ti impongono di cambiare il titolo della nuova opera soltanto ed esclusivamente nel caso in cui il cognome o lo pseudonimo di un compositore sia identico a quello di uno dei compositori di un’opera precedente. La Siae invece ha deciso di modificare l’art. 34 del Regolamento Generale inserendo la possibilità di non accettare bollettini di dichiarazione di opere i cui titoli possano generare confusione con opere preesistenti e questo indipendentemente dalla coincidenza o meno dei cognomi. Questa modifica improvvisa del regolamento e la decisione della Siae di cessare l’amministrazione di migliaia di opere già depositate da anni, ha causato contestazioni e contenziosi da parte di pochi autori che sono stati colpiti da queste decisioni. Fatto ancor più grave è che questi autori, oltre a non aver più ricevuto la liquidazione dei propri diritti e aver subito sanzioni, al momento non hanno ancora potuto modificare il titolo delle proprie opere. Il fatto di ritenere confusori due brani scritti da autori diversi tra loro, dipende soltanto da Siae che non è evidentemente in grado di abbinare correttamente i proventi dei titoli ai loro rispettivi autori!
La Siae ha il potere di richiedere la modifica di un titolo in assenza di omonimia tra gli autori di un’opera preesistente?
La Siae non ha un potere normativo autonomo per obbligare un autore a cambiare il titolo della sua opera, anche perché questo limiterebbe la sua creatività e il proprio diritto di scegliere il titolo della propria opera. Ricordiamoci che il diritto d’autore è un diritto assoluto e un ente non ha alcun potere di limitarlo. Il regolamento interno può soltanto prevedere limitazioni per il deposito in caso di titoli confusori, con regole chiare per tutti, come il caso di coincidenza del nome di uno dei compositori dell’opera nuova con il nome di uno dei compositori di un’opera preesistente.
Dopo la modifica dell’art. 34 del regolamento Siae che cosa è successo?
È successo che la Siae ha deciso di sospendere l’amministrazione di opere di titolarità di soltanto una trentina di autori, imponendo a loro sanzioni sulla base di criteri non previsti dalla legge. Ricordiamoci che nel repertorio amministrato da Siae ci sono centinaia di migliaia di brani con il titolo confusorio e la scelta di Siae di discriminare alcuni autori, ha causato una disparità di trattamento rispetto agli autori non colpiti da questa decisione e a tutti gli autori iscritti alle altre collecting societies. I pochi autori colpiti da queste decisioni, che si sono visti annullare da un giorno all’altro i propri brani e che sono stati sottoposti a procedimenti disciplinari, hanno contestato in tutte le forme le decisioni assunte da Siae e oggi auspicano che si possa giungere presto ad una soluzione della questione.
I 14 titoli confusori dei brani in gara al Festival saranno considerati irregolari?
È proprio quello che gli autori e gli editori colpiti dai provvedimenti Siae, sono in attesa di conoscere. In questi giorni la polemica si è amplificata anche per i titoli eclatanti presentati in gara. A titolo informativo, i brani confusori in gara con le rispettive preesistenze sono: 309 precedenti per “Lentamente” di Irama; 307 per “Eco” di Joan Thiele; 155 per “Amarcord” di Sarah Toscano; 141 per “Viva la vita” di Francesco Gabbani; 114 per “Battito” di Fedez; 111 per “Febbre” di Clara; 29 per “Lentamente” di Irama; 20 per “Non ti Dimentico” dei Modà; 16 per “Mille Volte Ancora” di Rocco Hunt; 16 per “Anema e core” di Serena Brancale; 9 per “Cuoricini” di Coma_Cose; 9 per “Damme ‘na Mano” di Tony Effe; 4 per “La Cura per Me” di Giorgia e 3 per “La mia Parola” di Shablo, Guè, Tormento e Joshua. Secondo quanto motivato da Siae ai pochi autori già colpiti dalle sanzioni, ci si aspetterebbe analogo trattamento anche per i 14 brani in gara. Questo anche per il fatto che uno degli autori appare curiosamente in più brani di questi 14. Staremo a vedere.
Ma di brani con titoli identici ce ne sono tanti?
Tantissimi e con un’amministrazione efficiente non dovrebbero esserci problemi, come non ce ne sono mai stati fino al 2023 e del resto come non ci sono negli altri paesi e nelle altre società di raccolta. Per farvi comprendere l’illegittimità della decisione operata da Siae, per essersi nominata arbitro unico a scegliere quali autori e titoli colpire e quali no, basti pensare che di brani con titoli identici ce ne sono centinaia di migliaia. Per esempio “La Notte” ha più di 25500 precedenti; “Amore” 68700; “Yesterday” 6672; “Gloria” 6118 ecc. Tutte queste opere sono regolarmente amministrate dalla Siae.
Come si risolverà questa situazione?
Mi auguro e sono certo che tra le parti, autori ed editori da una parte e Siae dall’altra, si possa giungere al più presto a un chiarimento e a una soluzione condivisa per la regolamentazione del fenomeno, così da prevenire contenziosi.


