Il 29 giugno 2023, a Palazzolo sull’Oglio, l’Ibalea Festival ha avuto l’aria delle serate estive che profumano di musica, birra, panini e un pubblico rilassato.
All’interno di questa cornice, abbiamo assistito al concerto di un artista della nuova scena musicale: Lucio Corsi. La sensazione è stata chiara fin dai primi minuti: non c’era la ricerca forzata del riflettore, ma un’estrema naturalezza, dove l’attenzione dell’artista era tutta nella sua musica, sull’esecuzione, sull’idea di canzone come spazio artistico prima che come evento. Un’attitudine, la sua, che si percepisce nel modo di stare sul palco, di lasciare respirare i brani e di non inseguire l’effetto che “acchiappa”.
Lucio Corsi sim mostra subito come un artista eclettico, con un look che può apparire sopra le righe, ma che calza perfettamente con il suo universo. Un coprispalla giallo intenso, che ricorda quello usato da Freddie Mercury, con spalline molto elaborate, un trucco bianco molto marcato e gli occhi messi in risalto da una pesante matita nera, lo fanno sembrare sospeso tra un’aria fragile e notturna e un costume da palcoscenico quasi da farfalla, ruvido, imperfetto, e proprio per questo magnetico.
E i suoi testi arrivano fortissimi, fatti di immagini insolite e di traiettorie narrative laterali. Canzoni che non puntano alla frase pronta per il social, ma a costruire un mondo riconoscibile, in cui si entra ascoltando.

Foto di Marco Volpato
Tra i pezzi che ci sono piaciuti maggiormente spunta un inedito che deve ancora registrare, il cui titolo potrebbe essere Francis Delacroix: un brano che colpisce soprattutto per il ritornello, immediato e persistente, di quelli che restano in testa e continuano a girare anche quando la musica si ferma.
Sul palco si evince il vero lavoro della band, fatto di prove e di sudate: c’è complicità, dinamica e ascolto. Un affiatamento che rende l’esibizione viva e credibile, capace di tenere insieme cura e spontaneità.
A fine serata, Corsi è rimasto disponibile incontrando le persone (con qualcuno che lo segue dagli inizi) dopo il live, confermando ulteriormente di un’attitudine lontana dal personaggio e vicina all’idea di musica come relazione.
Lucio Corsi è un nome da tener d’occhio, con l’orecchio teso. A nostro parere rappresenta ciò che serve oggi in un panorama musicale italiano che spesso dà l’impressione di guardare al soldo più che all’arte. In un momento in cui molte scelte sembrano dettate dal “fatturare” continuo, vedere un artista che mette al centro l’arte è una boccata d’aria fresca. E, soprattutto, un segnale.
