Sanremo New Talent, per l’edizione Winter 2022 con Maria Teresa Ruta, Vince Tempera e Paolo Paltrinieri
Share Categoria: Campioni Scrittore, cantante, artista a tratti anche filosofo, Gio Evan a Sanremo 2021 è tra personaggi più attesi. Idolo sui social grazie alle sue quote che appassionano milioni di follower, ha all’attivo già due album. Questa per lui è la prima volta sul palco, e dalle premesse potrebbe anche non essere l’ultima. Gio Evan si è fatto conoscere dal pubblico per le sue poesie, profonde e sincere che in poco tempo hanno conquistato tutti coloro che si vedevano descritti in quelle parole che sembravano un balsamo per l’anima. Da qui la nuova canzone proposta per Sanremo 2021, la partecipazione di Gio Evan era tutt’altro che scontata e il suo nome pronunciato da Amadeus ha sorpreso molti. Con questo brano l’artista vuole dimostrare come la musica così come la pomata all’arnica guarisce i dolori, riesce a guarire l’anima. L’arnica è una pianta perenne che nemmeno il freddo più intenso riesce ad abbattere, resiste al vento e nonostante la sua corporatura molto esile rimane fiera. Calzare il palco dell’Ariston sarà come coronare il sogno per cui ha lavorato da tutta una vita. Gio Evan conferma di essere più uno scrittore che un cantautore, pertanto, il brano sarà una poesia musicata, anche i silenzi avranno un significato profondo e unico. Sarà l’interpretazione a fare la differenza, solo una performance all’altezza delle parole pronunciate potrà portare al pubblico le emozioni che l’artista vuole trasmettere. Gio Evan ha saputo condividere su social le informazioni sufficienti per farsi conoscere lasciando attorno a sé un alone di mistero, questo dice molto sulla sua personalità e conferma l’attesa sulla sua esibizione. Canzone Interprete: EVANBrano: ArnicaAutori: G. Evan – F. Catitti – G. EvanEd. Giallo Ocra/Starpoint International/Universal Music Publishing Ricordi – Roma – Milano E sbaglio ancora a vivere e non imparo la lezionePrendere in tempo il treno, e poi sbagliare le personeE sbaglio ancora a fidarmi a regalare il cuore agli altriChe poi ritorna a pezzi curarsi con i cocktail e fare mezzanotte e non risolvere mai nienteCerco un amico per un buon tramonto insiemeVoglio arrivare all’alba e dire dai di nuovoE voglio farmi scivolare il mondo addossoE non scivolare sempre ioE volo con la testa tra le nuvoleMa vedessi il cuore quanto va più in altoE non voglio dimenticare nientePerò fa male ricordarsi tutto quantoLe corse lungomareNuotare fino a non toccareL’ansia di non fare in tempoCoi regali di NataleLo sguardo di mia madre, quando pensava che questa volta non ce la potessi fareLe partite sulla stradaFare i pali con la magliaRestare accantoA chi non ce l’ha fattaLe prime cicatriciGli amori mai finitiLe nottate a casa soli o ubriachi con gli amiciPer poi dire cosa quanto ha fatto maleEppure non riesco a rinunciarePer poi dire cosa quanto ha fatto maleEppure lo voglio rifareE portami una primavera prima che appassiscaDavanti all’estate di tuttiCosì esile che la tormentaMi confonde con un panno steso al ventoE cerco un posto dove poter fare il deboleAmici buoni per smezzare una tempesta‘Che’ l’amore si scopre solo in mezzo al temporale, ammiro i vostri punti fermi ma ho bisogno di viaggiareE volo con la testa tra le nuvoleMa vedessi il cuore quanto va più in altoE non voglio dimenticare nientePerò fa male ricordarsi tutto quantoLe corse lungomareNuotare fino a non toccareL’ansia di non fare in tempoCoi regali di NataleLo sguardo di mia madre, quando pensava che questa volta non ce la potessi fareLe partite sulla stradaFare i pali con la magliaRestare accantoA chi non ce l’ha fattaLe prime cicatriciGli amori mai finitiLe nottate a casa soli o ubriachi con gli amiciLe corse di mia madre per fare in tempo a scuolaSognare ad occhi apertiL’estate senza soldiL’ansia degli esamiMa che festa il giorno dopoLa faccia di mio padreQuando andava a lavoroLe volte in cui pensiamo che andrà tutto maleI viaggi con chi amiSì ma i sogni a puttaneLe prime delusioniPerché i baci finisconoLe nottate a casa con gli amiciA dire resteremo unitiE poi dire cosa quanto ha fatto maleEppure non riesco a rinunciarePer poi dire cosa quanto ha fatto maleEppure lo voglio rifare. Analisi del testo Una rincorsa allo stile che incanta. Che abbaglia per luminosità. Che sa di erudizione e citazione.Ma anche un gioco alle parole per dirci quando siano fragili e inconsistenti, quando non possano sostenere il male.Evan lo conosciamo per un tratto marcatamente linguistico, un approccio il suo che ‘infodera’ le parole per spiegarle, a modo proprio. Che vuole incarnare il fine del poeta barocco? La meraviglia.In questo testo però un po’ stupisce. C’è anche corpo in alcuni passaggi, quella fisicità che senti dentro e non solo nella forma di un bello stilo. Che affonda nella carne.Restare accanto A chi non ce l’ha fatta Le prime cicatrici Gli amori mai finiti Un ritmo che un po’ ricorda le sequenze parlate dei testi ibridi, quando la melodia cede il passo all’urgenza di una narrazione senza inizio e senza fine. Una possibilità quindi di continuari-petizione e rinascita. Cioè nascere ancora e poi ancora. Senza mai fermarsi, come la voce quando si esprime nel dolore.E poi dire cosa quanto ha fatto maleEppure non riesco a rinunciarePer poi dire cosa quanto ha fatto maleEppure lo voglio rifare. Forse alla prima lettura il testo non convince del tutto perché centrifuga, come da stile dell’autore, registri e stili molto diversi. Ma poi alle successive, sedimenta un residuo di unicità che è forse poi anche il destinatario del pezzo.Chi non ce l’ha fatta Share
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