Festivalnews prende le distanze dal concorso pubblico Area Sanremo.

di Illy Masper

Festivalnews prende le distanze dal concorso pubblico Area Sanremo: 

Cotto e mangiato, e con Caridi e Senardi, il Piatto è servito…

Lo avevamo già detto e scritto più volte; tuttavia ci vediamo ancora costretti a ribadire un cosa fondamentale. Il concorso canoro Area Sanremo, agli occhi di molti addetti ai lavori, non è propriamente del tutto credibile. Anzi, quasi quasi rasenta una sorta di presa in giro, per non dire al limite della truffa, legalizzata. 

In queste settimane di partenza del Tour Estivo di Area Sanremo, sono già tante le richieste di molti giovani che non capiscono che Area Sanremo, tornata fortunosamente sul suo sito web dopo mesi di netta chiusura, invita i giovani ad iscriversi, tuttavia non più versando le quote direttamente alla Fondazione Orchestra Sinfonica (sorretta dal Comune di Sanremo che sborsa un sacco di quattrini, a perdere), ma solo più durante quel fantomatico Tour cui partecipano svariate, quanto sconosciute, società private che non hanno nulla a che vedere con il Comune stesso, mentre la vera capofila, quella del “successo!” dell’anno precedente: l’umbra Anteros Produzioni srl, ha semplicemente un accordo con la Sinfonica, Ente privato a partecipazione pubblica.

E qui, molto sta l’inghippo. Non ci sembra corretta la situazione che, 300 o 400, o quelli che saranno, debbano versare l’iscrizione, sempre e comunque decisamente troppo cara, ad una società privata. E ciò mentre l’Amministrazione Pubblica assiste diventando, in questo modo, addirittura complice di questo probabile inghippo.

Oltretutto, Area Sanremo dà la notizia come la grande novità del 2017, incoscienti del fatto che il sistema delle iscrizioni dirette sulle piazze fiscalmente potrebbe anche creare serissimi imbarazzi. Alle società private che vi partecipano, ma soprattutto all’Ente Pubblico sanremese che poi ne pagherebbe le conseguenze: c’è da chiedersi se prima di realizzare questa bella furbata, la splendida amministrazione del concorso non si sia affidata ad un legale e ad un commercialista per capire se stavano facendo una cosa giusta oppure se stavano dando una “sola” all’ingenuità dei tanti giovani che investono parecchio sul proprio destino artistico, ignari di quanto gli sta succedendo.

Ecco perché, vista la poca chiarezza e la scarsa trasparenza, Festivalnews non si sente di appoggiare l’iniziativa; né tanto meno di consigliare ai Giovani su quello che devono o non devono decidere. Riteniamo piuttosto doveroso informarli che sarebbe opportuno che prendessero tutte le precauzioni legali del caso; anche con la consapevolezza che, alla fine della “fiera”, i vincitori veri saranno sempre e comunque quelli già scelti dalla Commissione che vede, anche quest’anno, tra i suoi componenti gli stessi Capi della baracca dell’anno passato che sono: Maurizio Caridi, Stefano Senardi e Massimo Cotto. Questo è un primo avvertimento, altri ne seguiranno.

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