Totally Drusilla

da | 4 Feb 2022 | Festival di Sanremo, Speciale

Altro che i baudi del Fantasanremo, Amadeus ha raggiunto i risultati di Pippo, quello vero, e per la prima volta  dal 1995 la seconda serata del Festival ha battuto la prima, con picchi da 16 milioni di telespettatori. Sorridente, gli occhi brillanti, il conduttore ringrazia “dal profondo del cuore” e, dopo aver chiesto come ogni sera un applauso al pubblico per l’orchestra di Sanremo, si rivolge al Presidente Sergio Mattarella, che oggi ha prestato giuramento: “Voglio esprimere la gratitudine e l’affetto che proviamo e ringraziarla per il suo discorso di oggi, in cui ha ricordato  l’importanza della cultura, della bellezza, del teatro, del cinema e della musica”. Nel 1978 Mattarella, col fratello Piersanti, era tra il pubblico che alla Bussola di Viareggio ha assistito all’ultimo leggendario concerto di Mina: l’augurio di buon lavoro al Presidente è “Grande grande grande” accennata dall’orchestra. È la serata da highlander, quella delle macchinette del caffè accese per arrivare alle ore piccole. Si esibiscono tutti i 25 artisti in gara e, come sempre, le loro canzoni sembrano più belle al secondo ascolto.

Aka7even conquista la standing ovation del pubblico, ma l’esibizione più spettacolare è quella di Dargen D’Amico, che appena arrivato sul palco offre un mazzo di fiori ad Amadeus: “Ieri mi hai fatto cantare dopo i Måneskin, stasera dopo Massimo Ranieri: vuoi farmi sfigurare!” Canta direttamente in mezzo al pubblico che balla scatenato, mentre gli orchestrali indossano i suoi stessi occhiali da sole: “Una canzone scritta per i cori da stadio” commentano sui social. Anche stasera a dirigere le esibizioni dei cantanti è di fatto il Fantasanremo con i suoi bonus a chi si inchina, chi saluta “zia Mara”, chi si esibisce mostrando l’ombelico, chi indossa fiori o capesante. L’attesissima co-conduttrice del Festival, la star del web Drusilla Foer, entra elegantissima in un ampio abito nero con strascico e, preso il microfono, accenna un brano, subito interrotta da Amadeus: “Senta coso, come si chiama, Amedeo, lei non è informato, sono venuta qui per cantare” fa lei, seccata, e ai chiarimenti del conduttore lo fulmina col suo sguardo alla Miranda Priestley: “Devo co-presentare con lei? Un inferno! Se lo sapevo mi mettevo qualcosa di scosciato, ho anche un koala tatuato qua”. Poche battute e il palco è già suo. Quando le viene passato un cartoncino con il nome del cantante da presentare scritto in caratteri più grandi sbotta: “No, ma l’insolenza, non sono mica Matusalemme, mi dia quello normale!”.

Il superospite della serata è Cesare Cremonini, che canta un medley dei suoi successi mentre alle sue spalle i laser disegnano i portici di Bologna. La sua è una lezione di presenza scenica e stile che strega il pubblico:  “Aspetta, fammi godere questo momento magico” dice quando Amadeus lo raggiunge sul palco. Torna Drusilla, in un completo pantalone in raso nero e oro, ed esprime il pensiero di tutti: “Quanti sono i cantanti in gara? Venticinque? Ma lei è pazzo, io sono anziana, alle undici e mezza me ne vado a letto”. Michele Bravi prima di cantare la omaggia: “Sono contento che sei qua, la tua presenza racconta la meritocrazia”. Davvero Drusilla insegna come si conduce: affascinante, garbata, ironica, è una vera signora dello spettacolo. A un certo punto entra vestita da Zorro e ne infila di seguito due sopraffine: “Ho pensato di tranquillizzare quelli che avevano così paura di un uomo vestito da donna, così mi sono travestita da Zorro, bella no?” e ad Amadeus che vedendola liberarsi di cappello e baffi finti chiede “Si spoglia completamente?” risponde sorniona “Farei delle grandi sorprese”. Sui social parte l’hashtag #drusillafoertuttelesere.

Pubblico in piedi per Mahmood e Blanco, che concludono la loro Brividi sdraiati uno accanto all’altro. Anche  Gianni Morandi si gode la standing ovation dell’Ariston, divertito come un ragazzino, poi, candido, chiede ad Amadeus: “Ma tu lo fai il Fantasanremo?”. Torna Cremonini e ringrazia il Festival per avergli dato la possibilità di suonare di nuovo dal vivo: canta il suo nuovo singolo, La ragazza del futuro, e poi infiamma il teatro con quell’inno nazionale che è 50 special. Il cameramen che scivola e cade mentre lo sta riprendendo, salvando miracolosamente la telecamera, diventa subito una star dei social con centinaia di post.È il trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio, in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Amadeus ricorda i nomi di tutti i poliziotti uccisi insieme ai due magistrati, poi chiama sul palco Roberto Saviano. Lo scrittore sceglie parole semplici per raccontare i due attentati che nel 1992 fecero scoprire al mondo la ferocia di Cosa Nostra, la sua orazione civile si rivolge soprattutto a chi in quell’anno non era ancora nato: “Ricordare non è un atto passivo, significa rimettere nel cuore, rimetterli in vita, sentendoli battere in noi, nel profondo”. Saviano racconta che non c’erano ancora i social, ma c’erano già gli haters e i due giudici venivano accusati di essere esibizionisti in cerca di popolarità: “La delegittimazione serviva a creare diffidenza in chi era dalla loro parte”. Nel 1992 a guardare il Festival di Sanremo c’era anche una ragazza di 17 anni, Rita Atria: “Lo guardò da un appartamento di Roma, di cui nemmeno sua madre conosceva l’indirizzo, perché Rita aveva denunciato ciò che sapeva di quella mafia che le aveva ucciso il padre e il fratello. Era la più giovane collaboratrice di giustizia d’Italia e per la prima volta si era sentita libera, felice di essersi liberata del suo passato”. Sette giorni dopo la strage di via d’Amelio, scoraggiata per la morte di Borsellino che per lei era come un padre, Rita si tolse la vita: “Era una ragazza piena d’energia, la sua testimonianza descriveva dall’interno ciò che i magistrati potevano vedere solo da fuori”. Saviano ricorda le parole dello scrittore Ernesto Cardenal: “Credevano di seppellirti ma quello che hanno fatto è stato seppellire un seme”. Conclude leggendo il tema che Rita scrisse al terzo anno della scuola alberghiera, proprio sulla mafia: “Con la morte di Falcone quegli uomini ci hanno voluto dire che loro vinceranno sempre, che sono più forti. L’unico sistema per eliminare tale piaga è rendere coscienti i ragazzi che fuori c’è un altro mondo fatto di cose semplici. Forse un mondo onesto non esisterà mai ma chi ci impedisce di sognare? Se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo.” Rientra in scena Drusilla, scendendo le scale senza guardare, da consumata modella: “Basta contare i gradini”, rivela. Il suo personaggio di nobildonna colta e snob, che guarda il mondo con divertito cinismo, conquista il pubblico in sala e a casa:  “Sei padrona di casa, io mi faccio da parte” le dice Amadeus e lei “E’ un’ottima idea” e poi chiede di sfilarle i lunghissimi guanti.

Pubblico in piedi per Iva Zanicchi e batticuore per Achille Lauro, di cui ci aspetta come minimo l’auto-cresima in scena, invece si limita a cantare scalzo e a slacciarsi i pantaloni sul finale indulgendo con la mano in zona, a beneficio dei fan. Anna Valle promuove la nuova fiction Rai di cui sarà protagonista con Giorgio Pasotti, Lea – Un nuovo giorno.

Poi a mezzanotte e quaranta rientra Drusilla, in un abito bianco che ricorda una vestaglia, in mano una tazzina di caffè:  “Volete qualcosa, uno spago di mezzanotte? – chiede agli orchestrali – A lei meglio di no, che è nervosetto” dice ad Amadeus, che di sicuro è provato dall’interminabile serata e scivola, facendo sparpagliare gli spartiti di una tastierista. Rientra in scena con borsa e cappotto, alle sue spalle gli inservienti che portano via i suoi abiti di scena: “Caro, si è fatta una certa…”.

Amadeus la prega di restare ed ecco finalmente il palco tutto per lei: “Diversità è una parola che proprio non mi piace, ha qualcosa di comparativo e una distanza che non mi convince – comincia affrontando sicura la scena – Ne ho trovato uno molto convincente: unicità”. Il suo monologo, un appassionato invito a conoscere i propri valori, ambizioni, talenti e a riconoscere quelli degli altri, per accettare l’unicità degli altri e a superare i conflitti, segna la sua consacrazione al Festival. “Date un senso alla mia presenza su questo palco – conclude – e tentiamo insieme l’atto più rivoluzionario che si può fare oggi: l’ascolto. Facciamo che le nostre convinzioni non siano solo delle convenzioni e liberiamoci dalla prigionia dell’immobilità”. Al termine della serata la classifica vede sul podio Mahmood e Blanco, Elisa e Gianni Morandi. Stasera le cover.

Scritto da: Enrica Guidotti

Ti potrebbe interessare…