SANREMO INTERNATIONAL

6 Mar 2021 | Festival di Sanremo

Rubrica quotidiana realizzata da Radio  Sanremo  per  capire come  gli  italiani  all’estero sentono e vivono il Festival della  Canzone  Italiana  di Sanremo.

Oggi ci spostiamo a New York dai colleghi di ICN, radio in lingua italiana attiva da 39 anni nella “Tristate Area” , affiancata dalla prestigiosa testata America Oggi.

Oggi ci spostiamo a New York dai colleghi di ICN, radio in lingua italiana attiva da 39 anni nella “Tristate Area” , affiancata dalla prestigiosa testata America Oggi.

Tony Pasquale, dj e producer,  che segue il Festival da 18 anni ci conferma che secondo gli ascoltatori di ICN “il Festival 2021 era da fare assolutamente poichè è un modo per distogliere i pensieri dalla grave crisi legata alla pandemia” ed aggiunge ” un modo per ricominciare con gli spettacoli nella speranza che si possa tornare presto alla normalita’ ” .

Gli ascoltatori di ICN, ci spiega Tony ” sono comunque sempre legati alla musica italiana degli  anni  ‘60  e  ‘70 , momenti  in cui  l’immigrazione  era  fortissima e  la  musica  di  quegli  anni porta a ricordi incisi nei cuori, è un po’ difficile per tutti loro adeguarsi alle nuove proposte musicali, alle performances, ai testi, ai ritmi di molte canzoni dei recenti Festival , ci vorrà ancora del tempo “.

Il giudizio del pubblico di ICN su Amadeus e Fiorello è unanime : ” una coppia azzeccatissima, due veri mattatori, capacità di improvvisazione, simpatia, capaci di riempire di vero calore anche una sala completamente vuota “.

Ed ora passiamo al nostro commento alla serata dedicata alle cover: quando Lucio Dalla portò la sua canzone “4/3/1943” al Festival, il pubblico si accorse che sotto le buffe sembianze dell’ex cantante dei Flippers c’era un nuovo cantautore, un piccolo grande uomo innamorato del clarinetto pronto a conquistare il nuovo decennio con gusto ed ironia. La terza serata sanremese è cominciata ricordando la celebre canzone che quest’anno compie 50 anni nell’interpretazione dei Negramaro, mentre Ermal Meta ha emozionato con una bella versione di “Caruso”. Una seratona a tratti frizzante con momenti di delicata poesia: tra i brani che ci hanno convinto di più, voglio citare l’ipnotica “Splendido splendente” proposta da La Rappresentante di lista con Donatella Rettore e la personale versione di Irama del capolavoro “Cyrano” di Francesco Guccini. Lo Stato Sociale con Sergio Rubini e i lavoratori dello spettacolo hanno interpretato “Non è per sempre” degli Afterhours, Madame ha giocato con il non sense di Adriano Celentano, la sempre brava Malika Ayane ha omaggiato un’altra bionda, Caterina Caselli mentre Fulminacci e Random hanno ricordato il migliore Jovanotti dei primi anni novanta. E’ stato un pò un girotondo impazzito di parole e musiche, sentimenti e schizzofrenie per un Festival-luna park come siamo abituati a vivere da qualche tempo. Quindi non ci spaventa più nulla, da “Rosamunda” a “Povera patria”, da Achille Lauro ad un’ennesima rivisitazione de “Il mio canto libero” del mito Battisti, ci stà! Annalisa e Francesco Renga hanno cantato l’eleganza della Vanoni, Gaia ha ricordato Luigi Tenco e Willie Peyote ha duettato con Samuele Bersani in “Giudizi universali”. Uno spettacolo da prima serata, più alternativo del concertone del primo maggio, più colorato del Festivalbar, musica per tutti i gusti, insomma. Un siparietto toccante è stato portato in scena da Antonella Ferrari che ha festeggiato i vent’anni di carriera sul palco dell’Ariston raccontando la sua malattia, la sclerosi multipla. Gli altri ospiti Valeria Fabrizi, Emma Marrone e Monica Guerritore hanno completato la (già) ricca scaletta, mentre Rosario & Patato non hanno perso smalto, anzi continuano a dare carica allo show.

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Claudio Gambaro – Mauro Birocchi

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