Sanremo e il Festival del non Festival

5, Feb 2021 | Festival di Sanremo, Speciale

Un appello al Presidente Mario Draghi: mettere in riga il Paese e il Festival…

Che non sarà il solito gioioso e allegro Festival della Canzone di sempre ormai è un dato di fatto acquisito da tempo. Avremo, dunque, le strade sanremesi semivuote, gli alberghi blindati con i cari clienti (prevalentemente addetti ai lavori) che mangeranno in camera, i ristoranti aperti solo per l’asporto, i bar chiusi alle sei di sera, gli artisti e cantanti che nessuno vuole incontrare perché non si fideranno di farsi vedere dal pubblico locale, e non dal turista che non verrà per non correre il rischio di beccarsi il virus. Insomma, assisteremo al Festival del non Festival che andrà, tuttavia, a beneficio della sola televisione, bisognosa di soldi, e dei suoi cari sponsor che gongoleranno perché si presume che l’audience potrebbe essere altissimo, di questo sono convinti in Rai. Però i contagi di queste ultime ore danno purtroppo in crescita il fenomeno anche in Liguria ed in particolar modo nella nostra Provincia di Imperia e questo preoccupa non poco le autorità civili e militari che sono in allerta costante per cercare di contenere i guai che procura una pandemia che non intende mollare. In teatro dovranno invece darsi un bel gran da fare la simpatica coppia del buon Amadeus (con la sua Giovanna, come suggerivamo sei mesi fa, vedi sito)e l’astuto siciliano Fiorello, se vorranno tentare di ripetere il successo dell’anno passato, anche perché di tutto il battage che si sta facendo oggi sul Sanremo Festival questo è basato soprattutto sulla sicurezza sanitaria, piuttosto che sugli artisti cantanti e sugli eroici ospiti illustri che arriveranno, quelli che avranno il coraggio di esserci. Il pubblico, infatti, è molto più interessato all’argomento sanitario che non ai consueti contenuti musicali del Festival, e di quanto potrà accadere sul palco dorato dell’Ariston del caro Patron Walter Vacchino preoccupato sul futuro del suo teatro che non è più sufficiente a contenere la bolgia festivaliera. Questo lo affermano alcuni soloni della tv romana e della discografia, bravi a remare contro a questa “povera” città della musica ed al suo sempre più provato primo cittadino. D’altro canto, lo stress che si sta accumulando nella città dei fiori è preoccupante e rende tutti nervosi, soprattutto commercianti e albergatori e casa da gioco che già pensano al dopo-Festival, quando la mannaia economica balzerà fuori in maniera dolorosa. Un Festival che poteva prendere una piega diversa, una direzione più serena, se solo si fosse presa da subito in considerazione una data alternativa che, comunque, non sarebbe andava bene alla discografia, che sul Festival la fa da padrona assoluta, anche perché impone una rigida tabella di marcia ai cantati Big, alle loro produzioni, e ai pochissimi Giovani interessati ai discografici. Resta il fatto che questo Sanremo entrerà nella storia della musica, non certo per le canzoni, non per gli ospiti, non per la bravura che sicuramente metteranno tutti quanti, ma lo resterà perché sarà il più sofferto Festival dei Festival, quindi il Festival del non Festival. Un appello per il Presidente Mario Draghi: se verrà confermato Presidente del consiglio, metta in riga questo Bel Paese e il Festival di Sanremo.

di Illy Masper

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