Parte il Festival più anomalo della sua storia.

2 Mar 2021 | Festival di Sanremo

Un mese dopo e il pubblico avrebbe potuto entrare all’Ariston e la città poteva salvarsi.

Questa sera prende il via il 71esimo Festival di Sanremo, decisamente il più anomalo della sua storia: le cause sono ben note tanto che è inutile rimarcarle ancora: ci farebbero star male, una volta di più.

Quindi atteniamoci al fatto che quest’anno dobbiamo sforzarci, tutti insieme, di sorridere, di cercare di non pensare alla situazione sanitaria e seguire queste cinque lunghissime serate con un minimo di serenità sperando che tutto vada nel verso giusto. Che le canzoni scelte dal costruttore Amadeus e la compagnia del suo amico Fiorello, facciano l’impossibile per far dimenticare questo brutto momento pandemico e così ci auguriamo che tutti gli ospiti previsti si comportino di conseguenza, con o senza mascherina, ma comunque tutti tamponati.

I telespettatori assisteranno alla rassegna sanremese tappati in casa e probabilmente non si accorgeranno nemmeno che il Teatro Ariston non sarà il teatro di sempre, ma un comunissimo studio televisivo all’interno del quale si svolgerà una trasmissione musicale la quale, però, ha un titolo unico: Festival della Canzone Italiana. Sul palco si alterneranno Giovani e artisti Big che interpreteranno brani sconosciuti ma in parte ascoltati su Internet dagli assidui frequentatori del web; quelli delle generazioni più avanzate come noi preferiscono invece ascoltarle e vederle direttamente in tv.

Su Rai Uno, ovviamente, la rete ammiraglia che ha voluto ad ogni costo questo santissimo Festival, anche per salvare parte dell’economia di un’azienda che altrimenti rischiava molto grosso, ma lo hanno anche preteso gli stessi sponsor e le case discografiche timorose di non vendere in tempo per l’estate.

Insieme ai cantanti sfileranno ospiti e tante compagne di viaggio dei conduttori ufficiali che, per onore di presenza o anche solo per il cachet, possono rischiare il contagio se non si atterranno alle misure di sicurezza sanitarie imposte dal Governo.

Si sperava che i primi di marzo fossero diversi invece, purtroppo, la situazione è rimasta ferma in zona Gialla, mentre la Città dei fiori e della musica è in agonia economica come gran parte dell’Italia. Ma il Festival di Sanremo, come esempio di socialità, supera ogni contraddizione e questo periodo pandemico lo vivremo, tristemente, ancora la settimana prossima.

L’ultima bella notizia, poi, è che i teatri apriranno a fine marzo, quindi si consolida la tesi secondo cui il mese di aprile poteva essere il periodo giusto per questa Sanremo che sarà vuota a causa di una sconsiderata Rai e di tutti quelli che l’hanno spinta in questa stupidaggine, datata marzo.

Dio Draghi, dunque, qualcosa ha fatto per il Festival, ma l’impazienza della Rai ha prevalso sul buonsenso. Comunque, andrà siamo nelle mani di Amadeus che deve guadagnarsi (crediamo) la sua terza presenza sanremese del 2022, a Rai piacendo.

Di Ilio Masprone.

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