L’Ariston ancora semivuoto per il Festival 2022 di Amadeus?

2, Set 2021 | Festival di Sanremo

Di Virginia De Masi

SANREMO. Questo è lo spauracchio che aleggia tutt’ora, purtroppo, nell’animo di tutti coloro i quali lavorano nei teatri davanti e dietro le quinte. A sentenziare sarà un altro DPCM che potrebbe uscire nelle prossime settimane e che dovrebbe pronunciarsi anche sulla capienza dei teatri: semivuoti o finalmente pieni? La domanda se la stanno ponendo anche in Rai, in Viale Mazzini a Roma, per quanto riguarda il prossimo Festival di febbraio: l’Ariston sarà ancora disponibile come l’anno scorso, e cioè con figuranti musicisti e basta? Oppure succederà il miracolo di rivederlo pieno e con un pubblico vero? Chi può dirlo se non un Governo che dovrà sbrogliare anche questa puntuale matassa festivaliera, ovviamente seguendo le vicissitudini legate alla pandemia che continua a preoccupare e che non vuole mollare. Ma questo Festival di Sanremo, importante questione anche sociale, potrebbe rappresentare davvero una nuova fase sanitaria, se soltanto il pericolo dei contagi diminuiranno e le vaccinazioni aumenteranno fino a convincere l’Italia intera che sia meglio vaccinarsi tutti e presto. Tutto ruota attorno a questi risultati che potrebbero convincere il Governo a prendere la decisione piú corretta, nonostante i detrattori e i poco convinti, che sono comunque sempre troppi. Il mese di febbraio 2022, con il Festival della Canzone, segnerà questa benedetta ripartenza che aspettiamo da tempo? Oppure si dovrà ancora lottare senza sapere quando finiremo di soffrire dentro e fuori dai nostri ormai martoriati fisici? Amadeus e company si ritroveranno ancora a far finta di avere il pubblico di fronte al palco, oppure dovranno inventarsi una nuova formula piú attrattiva per convincere il resto dell’Italia e fargli capire che il Festival non è ancora quello che vorremmo vedere e ascoltare tutti quanti? Quante domande, quante discussioni sulle quali, non possiamo rispondere perché siamo inermi e sconfortati da questo momento tutt’ora tragico. E poi pensiamo alle migliaia di addetti ai lavori che operano dentro e fuori dai teatri che sono fermi e oggi ahimè anche demotivati perché non sanno cosa succederà nel loro immediato futuro lavorativo. La nostra è una Nazione che piange ancora, anche per i fatti cruenti di queste ultime settimane afgane che non danno tregua e non basteranno certo le canzoni di Sanremo a calmierare una situazione drammatica che coinvolge il mondo intero e alla quale ci stiamo purtroppo abituando. Altro che pandemia!

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