Il Festival ha vinto sul Covid.

7 Mar 2021 | Festival di Sanremo

SANREMO. Quest’edizione molto particolare ha vinto sul maledetto Covid, che ha tenuto col fiato sospeso tutti quanti, in una Sanremo blindata a vista. Qualche sporadico caso che però non ha influito comunque sull’andamento dell’evento che, alla fine, ha trionfato nonostante gli ascolti televisivi ben al di sotto delle aspettative degli sponsor che se la vedranno con la Rai dalla settimana prossima. Bene invece i Social che hanno sbaragliato con contatti strabilianti che hanno fatto capire che il web vince sul resto della comunicazione televisiva, radiofonica e cartacea. Poi saranno gli esperti a capire quanto, in termini economici, valgano tutti quei numeri.

Il Festival di Amadeus e Fiorello o Fiorello e Amadeus ha confermato che la coppia non va assolutamente sciolta neanche per l’anno prossimo. Perché sarà così anche per il Festival del 2022? sempre che la Rai non si dimostri ingrata verso quei due. Se la sono cavata benissimo e hanno resistito alla grande fatica (comunque ben retribuita) mettendo in campo super energie per una settimana di lavoro, straordinari compresi che non conteggeranno, tanto non gli verrebbero pagati.

L’Italia ricorderà questo Festival per molto tempo sperando di non riviverlo piú e ricorderà anche le poltrone vuote all’interno del Teatro piú popolare del Paese, l’Ariston. Le telecamere hanno un po’ esagerato sul farle vedere vuote, ma probabilmente servivano a Fiore per i suoi interventi dalla platea, non sempre straordinari e a volte ripetitivi. Ma lo spettacolo è anche questo e non deve meravigliare se le battute, le performance dei conduttori con gli ospiti, non sono sempre stati all’altezza: il Festival oggi è considerato uno Show televisivo e ha poco del Festival, delle canzoni e della musica. Quest’ultima parola ormai è molto poco usata, come lo è la vecchia melodia di un tempo: a ricordarcelo è stata l’evergreen Orietta Berti, maestra di canto e di bellezza melodica da far invidia a tanti giovani.

Torniamo all’organizzazione e agli sforzi fatti dalle maestranze, da una sicurezza eccellente che ha garantito un servizio inappuntabile e preciso con la presenza di oltre 300 tra  uomini e donne sparse sul territorio. Un plauso a tutte le forze dell’Ordine coordinate dalla Prefettura e dalla Questura, in maniera davvero egregia e poco invadente. E per tornare allo spettacolo, il lavoro piú che eccellente eseguito dai professori dell’Orchestra è stato grandioso, molto professionale ed anche bravissimi a rispondere alle esigenze dei mancati applausi della sala. Ma siamo certi che gli applausi ci sarebbero stati, spontanei e veri. Chi ha sofferto di piú in questa settimana sono gli alberghi, i commerciati e i piccoli artigiani, costretti ad osservare le nuove regole di un DPCM piuttosto confuso nella comunicazione e che, certamente, non ha favorito nessuna ripresa economica locale (idem per quella nazionale), anzi semmai ha peggiorato una situazione già di per sé difficoltosa.

Il Festival numero 71, dunque, è finito in allegria e tanti tirano un sospiro di sollievo perché le cose il buon Dio le ha fatte andar bene. Ma non per questo bisogna rallegrarsi troppo perché la situazione sanitaria fa ancor disperare e nessuno ipotizza una vera fine. Nel frattempo, i dirigenti della Rai sono ripartiti alla volta di Roma e da lunedì ricominceranno ad analizzare le sorti di questo Festival appena concluso e cominceranno a lavorare sul prossimo del 2022: forse non saranno gli stessi funzionari a farlo, probabilmente ne arriveranno di nuovi, ma il Festival di Sanremo ci sarà e dovrà essere un Festival che segni davvero la ripresa sociale ed economica tanto sperata.

Infine, il Comune di Sanremo prenda atto di questa situazione che fortunatamente è finita decisamente bene, ma sappia trarre giovamento anche dalla situazione pubblicitaria economica a favore della Rai e veda di mettersi in linea con nuove proposte che puntino a portare beneficio anche alla città, al di là della sola Immagine su Sanremo.

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