Il Direttore d’Orchestra Adriano Pennino sinonimo di qualità al Festival di Sanremo.

5 Mar 2021 | Festival di Sanremo

SANREMO. Proprio per via della pandemia, le hall degli alberghi non sono più affollate e passando con agilità da uno all’altro senza dover scavalcare il bagno di folla, ci si prende tempo per una chiacchierata, in altri tempi improbabile. I ritmi restano serrati, le prove sono tante e noi abbiamo curiosato nella vita sanremese di un direttore d’orchestra campano, del calibro di Adriano Pennino. Lui che di canzoni ne ha scritte tante (come il Girasole per Giorgia) a Sanremo ci viene anche per dirigere l’orchestra. Quest’anno, con Gigi D’Alessio e Arisa.

Come sono nati questi progetti? – chiediamo al Maestro, incontrato al bar. Le prove di ieri sono state lunghe, ma lui che è appena rientrato in albergo, resta cordiale e disponibile come sempre.
Il progetto con Gigi è storico, è iniziato 20 anni fa. Mentre invece con Arisa ci conosciamo da tanti anni ma questa è la prima volta che lavoriamo a stretto giro. Lei mi piace tantissimo; mi piace questa sua dolcezza che ha; il fatto di saper spingere quando c’è bisogno di spingere.

Come è nata la collaborazione?
Io ho lavorato tanto durante la pandemia, ho lavorato per il disco di Renato Zero e quando è stato finito ho preparato i concerti per il Vaticano. Intanto Gigi aveva fatto un pezzo per Arisa e mi ha chiamato per arrangiarlo. Io sono stato felice di concretizzare questa cosa e penso che sia nato un bel connubio. Lei è una che riesce a reggere la musica sofisticata perché anche lei è molto raffinata. Io non sono raffinato però mi piace mettere le note in fila per bene con una certa cultura, almeno ci provo sempre.

Rispetto agli altri Festival che hai vissuto questo della pandemia come lo stai vivendo?

È un Festival strano: non vedi più la gente in mezzo alla strada, quando, in realtà, il festival popola sempre le strade. La cosa strana è che in teatro quando finisce l’esibizione di un cantante scatta l’applauso. E questa cosa qui che non ci sono gli applausi veri, non c’è quella energia che ti dà la gente, questa cosa qui e la cosa un po’ più strana che accada.

Il direttore d’orchestra di solito sta di spalle al pubblico. Sembra proiettato solo verso gli orchestrali.

Certo. Comunque il pubblico ti dà energia, ti dà forza. E poi soprattutto con Fiorello che è un battutista ci si aspetta alla fine della battuta una risata e questa risata non arriva…Penso che per un cantante sia tragica, ma per un comico è veramente un dramma.

Ne parlate con gli artisti di questo disagio?
Per noi è ormai un fatto conclamato, non è una sorpresa, sappiamo di che cosa stiamo parlando

Manca l’empatia del pubblico?
Per alcuni artisti è importante, l’empatia con il pubblico. Tanti artisti, per esempio, sono stati invitati e non sono venuti proprio perché non c’era il pubblico. Sono artisti che si alimentano con il pubblico. Mentre altri artisti riescono a chiudere gli occhi e stanno bene lo stesso. Io sono un musicista, mi piace l’energia che ti dà la gente. Ma chi soffre di più è proprio chi sta sul palco e chi ha bisogno di questo consenso, del gradimento della gente. Quando c’è questo, il pezzo schizza.

Gli artisti avvertono la crisi che c’è fuori dal teatro?  Come la prendono con le polemiche sul Festival ?
Io credo che il Festival sia simbolo della musica in Italia e se riparte lei, vuol dire che si rimette in moto la macchina per tutti. Io la vedo come un messaggio di speranza anziché una cosa di degrado. Serve a dare fiducia al settore.

Siete partiti tranquilli e state vivendo il solito Festival di sempre, come se nulla fosse?
No, tranquilli non siamo, come vedi siamo con la mascherina: non siamo proprio tanto tranquilli! Però comunque il momento è delicato e io mi auguro veramente al più presto che l’Italia possa respirare.

Cosa vuoi dire a quegli artisti che si aspettavano un segnale di solidarietà? Che messaggio gli possiamo dare?
Quello di tenere duro. Siamo rovinati però adesso stanno per arrivare le vaccinazioni poi con l’estate la stagione calda… qualcosa si dovrebbe aggiustare. Io sono sempre fiducioso, non voglio pensare negativo. Penso che andrà tutto bene io sono uno di quelli là anche da parte degli artisti aspettarsi questo è importante perché sono altri mesi di sofferenza ma poi decollerà tutto.

Ci sono tante altre manifestazioni che stanno aspettando tipo SanremoCantaNapoli. Che Festival è SanremoCantaNapoli?

SanremoCantaNapoli dà l’opportunità di cantare Napoli. Anche per una persona che non è di Napoli è una cosa molto bella perché cantare napoletano è cultura. Oggi si insegna in conservatorio la Storia della Canzone Napoletana. È come studiare il melodramma, come studiare la musica classica, quindi se Sanremo cerca di promozionare questo format musicale artistico che è la canzone napoletana, che ben venga. Io ci sarò, ho già parlato col patron Ilio Masprone cercherò di essere presente e di dare una mano a questa manifestazione perché penso che la musica porti un sorriso, porta buon umore e porta sul tavolo anche tanti disagi. La musica ci aiuta a vivere e per me la musica è vita. Io vivo di musica dalla mattina alla sera.

La giornata tipo qui a Sanremo?
A oggi abbiamo fatto le prove delle cover. Oggi è l’ultima prova che facciamo da domani non si prova; ieri abbiamo fatto la prova degli ospiti lunedì la prova generale. Tra l’altro Arisa come cover ha un pezzo di Pino Daniele che è una canzone napoletana. Insieme a Michele Bravi. È una cosa molto raffinata

La ricetta per ottenere una buona collaborazione?
Io per fare un lavoro con le persone mi devo legare; non riesco a lavorare solo per il bene del progetto perché per me la musica è prima di tutto umanità. H lavorato tanto con Gigi ma anche 20 anni con Gino Paoli: abbiamo avuto un ottimo rapporto e ci sentiamo ancora per sapere come stiamo. Deve nascere prima una empatia. Non è scontato che ci sia un’intesa a pelle e questa cosa la senti addosso. Se una persona non piace, non piace. Si deve creare una situazione come quella che si crea per esempio tra due fidanzati.

Di Tiziana Pavone.

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