Colapesce e Dimartino – Musica leggerissima

da | 3 Mar 2021 | Artisti Premiati, Campioni, Cantanti e Canzoni

Categoria: Campioni, Premio della Sala Stampa Radio-TV Lucio Dalla – Festival di Sanremo 2021

Colapesce e Dimartino a Sanremo 2021 festeggiano i dieci anni di carriera di entrambi. Una certezza della musica italiana, sono diventati nel corso del tempo due dei pilastri della nostra canzone. Il duo, insieme per promuovere l’album che hanno realizzato insieme, porterà l’esperienza e l’innovazione di chi sa giocare con la musica. Colapesce nato in Sicilia prende il nome proprio da una delle leggende del luogo, quella secondo la quale il figlio di un pescatore sacrifica la sua vita per reggere una delle colonne che sostiene la Sicilia. Esponente più famoso della musica indie italiana Colapesce sorprenderà a Sanremo 2021 con la sua ironia. Anche Dimartino è di origini siciliane, canta inizialmente insieme ad un gruppo: i Famelika, per affermare le sue idee contro la mafia che sta distruggendo la società. Alcuni suoi brani prendono frasi importanti delle opere di Pavese e altri scrittori italiani che hanno lasciato il segno nel nostro Paese. Per festeggiare la loro carriera, i due cantanti si uniscono sotto la storica etichetta che Mogol e Battisti decenni prima avevano fondato. All’interno dell’album che hanno scritto insieme intitolato “I Mortali” ci sono collaborazioni strepitose con Carmen Consoli e artisti unici della musica italiana. Nella canzone che portano a Sanremo i due cantautori hanno condensato dieci anni di carriera esprimendo l’intensità della musica pop all’italiana, tratto caratteristico che entrambi condividono. Forti della loro lunga esperienza i due artisti avanzano con ironia pronostici sui vincitori della kermesse e i personaggi invece che non riusciranno nemmeno ad entrare nell’Olimpo del Festival di Sanremo 2021. Colapesce e Dimartino sono i protagonisti di video diventati virali a due settimane dall’evento dell’anno, la simpatia e la capacità di conquistare il pubblico danno una marcia in più a questi straordinari artisti, che nonostante un duetto improvvisato hanno l’esperienza necessaria per distinguersi.

Canzone

Interprete: COLAPESCE e DI MARTINO
Brano: MUSICA LEGGERISSIMA
Autori: L. Urciullo – A. Di Martino
Ed. Sugarmusic/Don’t Panic! – Milano – Castelmaggiore (BO)

Se fosse un’orchestra a parlare per noi
Sarebbe più facile cantarsi un addio
Diventare adulti sarebbe un crescendo
Di violini e guai
I tamburi annunciano un temporale
Il maestro è andato via
Metti un po’ di musica leggera
Perché ho voglia di niente
Anzi leggerissima
Parole senza mistero
Allegre ma non troppo
Metti un po’ di musica leggera
Nel silenzio assordante
Per non cadere dentro al buco nero
Che sta ad un passo da noi, da noi
Più o meno
Se bastasse un concerto per far nascere un fiore
Tra i palazzi distrutti dalle bombe nemiche
Nel nome di un Dio
Che non viene fuori col temporale
Il maestro è andato via
Metti un po’ di musica leggera
Perché ho voglia di niente
Anzi leggerissima
Parole senza mistero
Allegre ma non troppo
Metti un po’ di musica leggera
Nel silenzio assordante
Per non cadere dentro al buco nero
Che sta ad un passo da noi, da noi
Più o meno
Rimane in sottofondo
Dentro ai supermercati
La cantano i soldati
I figli alcolizzati
I preti progressisti
La senti nei quartieri
Assolati
Che rimbomba leggera
Si annida nei pensieri
In palestra
Tiene in piedi una festa
Anche di merda
Ripensi alla tua vita
Alle cose che hai lasciato
Cadere nello spazio
Della tua indifferenza
Animale
Metti un po’ di musica leggera
Perché ho voglia di niente
Anzi leggerissima
Parole senza mistero
Allegre ma non troppo
Metti un po’ di musica leggera
Nel silenzio assordante
Per non cadere dentro al buco nero
Che sta ad un passo da noi, da noi
Più o meno

Analisi del testo

Una canzone che mette l’amore dietro. E mette in primo piano ciò che è apparentemente minore, secondario, dietro le quinte.
Il testo abbraccia la leggerezza di un lessico misurato e vitale. Ma che oppone massima leggerezza e impegno. Non in modo scontato.

Tra i palazzi distrutti dalle bombe nemiche – Nel nome di un Dio- Che non viene fuori col temporale

Il testo si permea di passaggi ritmici di ampiezza lirica e che riecheggiano memorie di canzoni d’autore. Al centro c’è una presenza forte e oggi sempre più sfuggente e violata, cioè la musica.

La cantano i soldati- I figli alcolizzati- I preti progressisti- La senti nei quartieri- Assolati

Un’attesa di leggerezza arriva da una musica che può far rinascere o da cui può arrivare un’ispirazione per la nostra vita.
Se fosse unorchestra a parlare per noi- Sarebbe più facile cantarsi un addio

E sono le parole ad essere ormai oscure e sempre più superficiali e scontate. Sono parole senza mistero. Senza significato. Come un buco nero che risucchia l’anima e la memoria.

E allora leggera, anzi leggerissima è l’eco della musica che si oppone all’indifferenza animale, all’oblio del buio.  Testo complesso ma coordinato con attenzione e misura. Anche in grado di dare l’inaspettato.

Scritto da: Luca Giovannetti

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