Måneskin – Zitti e buoni

da | 7 Mar 2021 | Artisti Premiati, Campioni, Cantanti e Canzoni, Speciale

Categoria: Campioni – VINCITORI 71° FESTIVAL DI SANREMO 2021

Quanto a gavetta, i Måneskin a Sanremo 2021 non sono secondi a nessuno, si tratta della loro prima partecipazione alla competizione musicale più famosa di sempre, ma certo non hanno alcuna ansia da prestazione. Già secondi a X Factor 2017 hanno conquistato le classifiche e il pubblico con i loro album e singoli rimasti nella storia della musica italiana. I Måneskin guidati dal loro frontman Damiano sfidano il palco di Sanremo e si fanno rivedere dopo qualche anno di buio completo. Tornano infatti nel 2020 con il singolo “Vent’anni” per poi sparire nuovamente. La band è una delle rivelazioni che solo X Factor riesce a lanciare, così come Marco Mengoni, il gruppo di giovani artisti ha tutte le carte in regola per un esordio coi fiocchi. Non sappiamo se l’album “Zitti e buoni” avrà la sonorità della ballata tipica della band come “Torna a casa”, brano che li ha consacrati nel 2019, le uniche anticipazioni che il gruppo di quattro ha deciso di regalare in anteprima sono tutt’altro che esaustive e questo accresce ancor di più l’alone di mistero che già di per sé li contraddistingue. La partecipazione a Sanremo 2021 sarà comunque importantissima per la carriera dei quattro artisti che possono sfruttare l’evento come trampolino di lancio per il loro nuovissimo album in uscita. I Måneskin sono sicuramente i cantanti la cui esibizione è tra le più attese del momento, il grande pubblico infatti non vede l’ora di scoprire il brano su cui il gruppo musicale ha lavorato per tutto l’ultimo anno, un’anticipazione sul futuro album che uscirà appena dopo la kermesse.

Canzone

Interprete: Måneskin
Brano: Zitti e Buoni
Autori: D. David – T. Raggi – E. Torchio – V. De Angelis
Ed. Sony Music Publishing (Italy) – Milano

Loro non sanno di che parlo
Voi siete sporchi fra’ di fango
Giallo di siga’ fra le dita
Io con la siga’ camminando
Scusami ma ci credo tanto
Che posso fare questo salto
Anche se la strada è in salita
Per questo ora mi sto allenando
E buonasera signore e signori
Fuori gli attori
Vi conviene toccarvi i coglioni
Vi conviene stare zitti e buoni
Qui la gente è strana tipo spacciatori
Troppe notti stavo chiuso fuori
Mo’ li prendo a calci ‘sti portoni
Sguardo in alto tipo scalatori
Quindi scusa mamma se sto sempre fuori, ma
Sono fuori di testa ma diverso da loro
E tu sei fuori di testa ma diversa da loro
Siamo fuori di testa ma diversi da loro
Siamo fuori di testa ma diversi da loro
Io
Ho scritto pagine e pagine
Ho visto sale poi lacrime
Questi uomini in macchina
Non scalare le rapide
Scritto sopra una lapide
In casa mia non c’è Dio
Ma se trovi il senso del tempo
Risalirai dal tuo oblio
E non c’è vento che fermi
La naturale potenza
Dal punto giusto di vista
Del vento senti l’ebrezza
Con ali in cera alla schiena
Ricercherò quell’altezza
Se vuoi fermarmi ritenta
Prova a tagliarmi la testa
Perché
Sono fuori di testa ma diverso da loro
E tu sei fuori di testa ma diversa da loro
Siamo fuori di testa ma diversi da loro
Siamo fuori di testa ma diversi da loro
Parla la gente purtroppo
Parla non sa di che cosa parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l’aria
Parla la gente purtroppo
Parla non sa di che cosa parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l’aria
Parla la gente purtroppo
Parla non sa di che cazzo parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l’aria
Ma sono fuori di testa ma diverso da loro
E tu sei fuori di testa ma diversa da loro
Siamo fuori di testa ma diversi da loro
Siamo fuori di testa ma diversi da loro
Noi siamo diversi da loro 

Analisi del testo

Un pezzo dirompente e arrabbiato. Come la generazione che rappresenta e incarna il gruppo.
La sonorità è quella propria dei Måneskin. Un gruppo giovanissimo che in questo testo ha dichiarato un percorso di maturazione di scrittura.
Vediamo da vicino cosa ne emerge.
Certamente una rima ordinata e precisa e un apparato linguistico bucato e livido: cioè molto soffocato da tentativi di stile diversi e spesso lontani tra loro. Che a volte produce parole livide e stanche.  Non è certo un pezzo di denuncia questo, perché Zitti e buoni è più l’urlato dei contestatori silenziosi e anche un po’ manierosi.
Ma c’è metodo nell’artificio, nella costruzione ad arte di una follia lucida e sconnessa. 
Ho scritto pagine e pagine- Ho visto sale poi lacrime- Questi uomini in macchina- Non scalare le rapide- Scritto sopra una lapide- In casa mia non c’è Dio

Sono parole truccate – come loro- quelle dei Måneskin, parole che arrivano in testa a squarcia gola. Ma certamente efficaci per un pubblico che pesta duro. Che non si arrende. Che non si inchina ai buoni modo populisti di Sanremo.

Ancora sul testo. Risuona bene e rimbomba, e racconta un’età, un mondo in cambiamento. Non come Vent’anni ma con altrettanto studio.
Siamo fuori di testa ma diversi da loro- Siamo fuori di testa ma diversi da loro- Noi siamo diversi da loro 

Antiaccademia…in cui c’è molta accademia. Ma pop rock di qualità. Non c’è dubbio.

Scritto da: Luca Giovannetti

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