Gio Evan – Arnica

da | 4 Mar 2021 | Campioni, Cantanti e Canzoni

Categoria: Campioni

Scrittore, cantante, artista a tratti anche filosofo, Gio Evan a Sanremo 2021 è tra personaggi più attesi. Idolo sui social grazie alle sue quote che appassionano milioni di follower, ha all’attivo già due album. Questa per lui è la prima volta sul palco, e dalle premesse potrebbe anche non essere l’ultima. Gio Evan si è fatto conoscere dal pubblico per le sue poesie, profonde e sincere che in poco tempo hanno conquistato tutti coloro che si vedevano descritti in quelle parole che sembravano un balsamo per l’anima. Da qui la nuova canzone proposta per Sanremo 2021, la partecipazione di Gio Evan era tutt’altro che scontata e il suo nome pronunciato da Amadeus ha sorpreso molti. Con questo brano l’artista vuole dimostrare come la musica così come la pomata all’arnica guarisce i dolori, riesce a guarire l’anima. L’arnica è una pianta perenne che nemmeno il freddo più intenso riesce ad abbattere, resiste al vento e nonostante la sua corporatura molto esile rimane fiera. Calzare il palco dell’Ariston sarà come coronare il sogno per cui ha lavorato da tutta una vita. Gio Evan conferma di essere più uno scrittore che un cantautore, pertanto, il brano sarà una poesia musicata, anche i silenzi avranno un significato profondo e unico. Sarà l’interpretazione a fare la differenza, solo una performance all’altezza delle parole pronunciate potrà portare al pubblico le emozioni che l’artista vuole trasmettere. Gio Evan ha saputo condividere su social le informazioni sufficienti per farsi conoscere lasciando attorno a sé un alone di mistero, questo dice molto sulla sua personalità e conferma l’attesa sulla sua esibizione.

Canzone

Interprete: EVAN
Brano: Arnica
Autori: G. Evan – F. Catitti – G. Evan

Ed. Giallo Ocra/Starpoint International/Universal Music Publishing Ricordi – Roma – Milano

E sbaglio ancora a vivere e non imparo la lezione
Prendere in tempo il treno, e poi sbagliare le persone
E sbaglio ancora a fidarmi a regalare il cuore agli altri
Che poi ritorna a pezzi curarsi con i cocktail e fare mezzanotte e non risolvere mai niente
Cerco un amico per un buon tramonto insieme
Voglio arrivare all’alba e dire dai di nuovo
E voglio farmi scivolare il mondo addosso
E non scivolare sempre io
E volo con la testa tra le nuvole
Ma vedessi il cuore quanto va più in alto
E non voglio dimenticare niente
Però fa male ricordarsi tutto quanto
Le corse lungomare
Nuotare fino a non toccare
L’ansia di non fare in tempo
Coi regali di Natale
Lo sguardo di mia madre, quando pensava che questa volta non ce la potessi fare
Le partite sulla strada
Fare i pali con la maglia
Restare accanto
A chi non ce l’ha fatta
Le prime cicatrici
Gli amori mai finiti
Le nottate a casa soli o ubriachi con gli amici
Per poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure non riesco a rinunciare
Per poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure lo voglio rifare
E portami una primavera prima che appassisca
Davanti all’estate di tutti
Così esile che la tormenta
Mi confonde con un panno steso al vento
E cerco un posto dove poter fare il debole
Amici buoni per smezzare una tempesta
‘Che’ l’amore si scopre solo in mezzo al temporale, ammiro i vostri punti fermi ma ho bisogno di viaggiare
E volo con la testa tra le nuvole
Ma vedessi il cuore quanto va più in alto
E non voglio dimenticare niente
Però fa male ricordarsi tutto quanto
Le corse lungomare
Nuotare fino a non toccare
L’ansia di non fare in tempo
Coi regali di Natale
Lo sguardo di mia madre, quando pensava che questa volta non ce la potessi fare
Le partite sulla strada
Fare i pali con la maglia
Restare accanto
A chi non ce l’ha fatta
Le prime cicatrici
Gli amori mai finiti
Le nottate a casa soli o ubriachi con gli amici
Le corse di mia madre per fare in tempo a scuola
Sognare ad occhi aperti
L’estate senza soldi
L’ansia degli esami
Ma che festa il giorno dopo
La faccia di mio padre
Quando andava a lavoro
Le volte in cui pensiamo che andrà tutto male
I viaggi con chi ami
Sì ma i sogni a puttane
Le prime delusioni
Perché i baci finiscono
Le nottate a casa con gli amici
A dire resteremo uniti
E poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure non riesco a rinunciare
Per poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure lo voglio rifare.

Analisi del testo

Una rincorsa allo stile che incanta. Che abbaglia per luminosità. Che sa di erudizione e citazione.
Ma anche un gioco alle parole per dirci quando siano fragili e inconsistenti, quando non possano sostenere il male.
Evan lo conosciamo per un tratto marcatamente linguistico, un approccio il suo che ‘infodera’ le parole per spiegarle, a modo proprio. Che vuole incarnare il fine del poeta barocco? La meraviglia.
In questo testo però un po’ stupisce. C’è anche corpo in alcuni passaggi, quella fisicità che senti dentro e non solo nella forma di un bello stilo. Che affonda nella carne.
Restare accanto
A chi non ce lha fatta
Le prime cicatrici
Gli amori mai finiti

Un ritmo che un po’ ricorda le sequenze parlate dei testi ibridi, quando la melodia cede il passo all’urgenza di una narrazione senza inizio e senza fine. Una possibilità quindi di continua
ri-petizione e rinascita. Cioè nascere ancora e poi ancora. Senza mai fermarsi, come la voce quando si esprime nel dolore.
E poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure non riesco a rinunciare
Per poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure lo voglio rifare.

Forse alla prima lettura il testo non convince del tutto perché centrifuga, come da stile dell’autore, registri e stili molto diversi. Ma poi alle successive, sedimenta un residuo di unicità che è forse poi anche il destinatario del pezzo.
Chi non ce lha fatta

Scritto da: Luca Giovannetti

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