Aiello – Ora

da | 3 Mar 2021 | Campioni, Cantanti e Canzoni

Categoria: Campioni

L’esordio del calabrese Aiello a Sanremo 2021 sarà un successo, l’artista con all’attivo una candidatura al David di Donatello ha un timbro musicale unico nel suo genere. La sua voce graffiante è molto attesa, sia dal pubblico che dagli autori dell’evento che l’hanno voluto fortemente. Per Aiello la partecipazione al festival di Sanremo 2021 è una rivincita, pochi anni prima aveva già presentato un brano per partecipare tra le Nuove Proposte che era stato però rifiutato. Il suo modo di fare musica mescolando influssi differenti permette di definirlo indie, questa sua personalità che in passato non era ben accetta al Festival ad oggi vi spicca prepotentemente dimostrando come la musica leggera italiana è in continua evoluzione. Aiello si è appassionato alla musica da giovanissimo, a soli 10 anni impara a suonare il violino e il pianoforte, a sedici studia canto e inizia a scrivere le sue canzoni. La Calabria, terra aspra dalle mille sfumature è protagonista delle sue ultime hit insieme all’amore, proprio queste gli hanno permesso di entrare tra i Big a Sanremo. Aiello si esibisce relativamente da poco, ma i numeri dei suoi followers sono davvero elevati, con la sua bravura ha saputo conquistare il pubblico sfruttano le potenzialità dei social. Con la canzona “Ora”, porterà una ventata di aria fresca al Festival, delle musiche e dei ritmi inaspettati e mai sentiti sul palco che possono rivoluzionare anche le scelte dei prossimi anni. Icona classica del bello e maledetto con grande dispiacere per molte giovani ragazze Aiello è già impegnato da come appare sui social. Il ragazzo infatti è molto attivo sul suo profilo Instagram dove aggiorna spesso il feed con sprazzi della sua vita quotidiana. La comunicazione della sua partecipazione al Festival 2021 è stata data proprio attraverso i social.

Canzone

Interprete: AIELLO
Brano: ORA
Autori: A. Aiello
Casa discografica: Ed. Piciola/Sugarmusic/Proprietà dell’Autore – Roma – Milano

Ora ora ora ora
Mi parli come allora
Quando ancora non mi conoscevi
Pensavi le cose peggiori
Quella notte io e te
Sesso ibuprofene
Tredici ore in un letto
A festeggiare il mio santo
Il giorno dopo su un treno che mi portava a casa
Nessuno mi aveva detto “devi tornare a scuola”
Mi sono perso nel silenzio delle mie paure
L’atteggiamento di uno stronzo, invece era terrore
Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei
Mi ricordavi di lui, ero fuori da poco
Ora ora ora ora
Te la ricordi ancora
Quella notte io e te
Sesso ibuprofene
Avevo il cuore malato
Ma tu non lo vedevi
Mi tenevo le pezze gelide dietro al petto
Ci tenevo a mostrarmi come un drago nel letto
Mi sono perso nel silenzio delle mie paure
L’atteggiamento di uno stronzo, invece era terrore
Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei
Mi ricordavi di lui ero fuori da poco
Mi sono perso nella notte, non mi hai mai abbracciato
E mi vergogno a dirlo di solito sputo fuoco
Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei
Mi ricordavi di lui, ero fuori da poco
Ho visto foto di te
Il tuo compagno, una bambina
Poi quella casa l’hai finita
Dovevi portarci me
Dovevi portarci me
Sesso ibuprofene
Mi sono perso nel silenzio delle mie paure
L’atteggiamento di uno stronzo, invece era terrore
Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei
Mi ricordavi di lui ero fuori da poco
Mi sono perso nella notte, non mi hai mai abbracciato
E mi vergogno a dirlo di solito sputo fuoco
Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei
Mi ricordavi di lui, ero fuori da poco

Analisi del testo

Costruzione sapiente quella di Aiello che sceglie una rima imperfetta per parlare di un amore che è corpo e dolore. Ma è anche ricordo di una vita che è sfuggita dal cuore persa nel silenzio delle
paure.  Il testo ci porta nell’intimità di un amore quasi clandestino di cui rimane solo una foto che sa di passato e di lontananza.
Ora ora ora ora- Te la ricordi ancora- Quella notte io e te- Sesso ibuprofene

Aiello canta un amore forte consumato in tredici ore di fisicità dolorosa ed estrema, senza abbracci e senza futuro. Ci riporta alla mente lo stereotipo degli amanti nascosti e destinati all’oblio.
Mi sono perso nella notte, non mi hai mai abbracciato.

Un testo che intona la fragilità dell’amore anche quello più spavaldo e arrogante che si raggela però dentro il cuore.
E mi vergogno a dirlo di solito sputo fuoco.- L’atteggiamento di uno stronzo e invece era terrore.- Avevo il cuore malato- Ma tu non lo vedevi- Mi tenevo le pezze gelide dietro al petto

Il ricordo di un passato non espresso fa amara la memoria. E sceglie una forma grammaticale quasi aulica per esprimere l’apparenza di un’immagine
Non riuscivo a dirti
Un’appartenenza indicibile che rende la parte di un tutto.
che mi ricordavi di lei

Scritto da: Luca Giovannetti

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