Alla fine, il Festival si farà, quando non si sa, forse arriverà, ma Amadeus lo saprà?

1, Feb 2021 | Festival di Sanremo, Speciale

”Partirà la nave partirà, dove arriverà, questo non si sa”, e così la Costa Crociere dovrebbe sbarcare a Sanremo per il Festival più tribolato della sua storia. Finita la kermesse, quando sarà, la ricorderemo per un bel pezzo, probabilmente prima ancora di memorizzare il brano che vincerà, se e quando vincerà. Ma il Sanremo del 2021 verrà ricordato soprattutto per le anteprime che hanno sconvolto il Paese per le sue tristi vicende, per le sue infinite polemiche che ha creato, molte delle quali strumentali, ma che fanno parte, tuttavia, del Festival delle canzonette. Da Amadeus, a Fiorello, da Fedez al Ministro Franceschini, da Salini (Ad Rai) a Fabio Fazio, tutti, ma proprio tutti, si sono interessati alla manifestazione più chiacchierata del momento, senza mai dare troppo peso al Covid che è ancora il vero protagonista in questo attimo canterino. Ognuno diceva la sua, ma nessuno che ponesse in atto la vera questione e cioè che la priorità fossero le ”canzoni”, visto che parliamo del Festival di Sanremo. Tutti, ma proprio tutti, davano per scontato che il pubblico dovesse entrare all’Ariston, che la situazione sanitaria fosse la più urgente, che gli assembramenti dovessero essere vietati, insomma neanche un solo cane che desse invece importanza alla canzone di Orietta Berti, al brano presentato da Fedez e Michelin (nella foto) che Amadeus facesse cantare Naomi Campbell. A nessuno fregava nulla di quello che poteva succedere sul palcoscenico più discusso del mese, l’unico argomento era la pandemia. Povero Festival, qualcuno poi auspicava che si facesse fuori da Sanremo, magari al Forum di Assago, che la Rai lo portasse in uno studio romano (vecchio progetto dell’emittente di Stato), che i cantanti si esibissero solo a bordo della nave come se fossero tutti in quarantena, insomma un caos di notizie contraddittorie che si ribaltavano minuto per minuto. Poi alla fine tutto rientrava e il Festival per volere sacrosanto del Dio Danaro, partiva e le canzoni facevano dimenticare tutto e tutti. Vinceva lui, il Festival dell’Italiano medio, con le sue cinque lunghissime serate, i suoi grandi ospiti, le sue contraddizioni, le sue Giurie più o meno ufficiali. Tutto sommato alla fine erano tutti soddisfatti, soprattutto quei pochi intimi che ne godranno i bei benefici economici, tv compresa e la città di Sanremo con il suo Casino che evitano il default. Tanto rumore per nulla?

Di Illy Masper

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