Il nuovo Liceo Musicale di Sanremo

da | 4 Feb 2022 | Città della musica, Cultura

di Romano Lupi

A partire dal prossimo anno scolastico Sanremo avrà finalmente il suo liceo musicale. Una scelta che andrà a colmare una lacuna della nostra provincia, l’unica della Liguria a non avere un indirizzo liceale di questo tipo. Nell’anno scolastico 22/23, infatti, la prima classe di questo corso di studi verrà ospitata negli storici locali di villa Magnolie. Una scelta fortemente voluta dal dirigente scolastico del liceo “Cassini”, Claudio Valleggi, il quale, in meno di due anni di direzione, è riuscito a raggiungere quest’importante traguardo.

Lo abbiamo incontrato per fare il punto della situazione e per meglio capire come questo indirizzo liceale andrà ad inserirsi nel tessuto musicale cittadino.

A che punto siete con le iscrizioni?
«Abbiamo 16 iscritti che frequenteranno il liceo musicale a partire dal 1° settembre. È un numero congruo perché siamo agli inizi di quest’unica realtà provinciale che va ad inserirsi nell’offerta del Cassini che prevede classico, scientifico e linguistico. Per quanto riguarda il prossimo anno scolastico avremo una prima di musicale. Il corso si integrerà all’interno dell’attività che la scuola sta già svolgendo, come ad esempio il laboratorio musicale».

Per il futuro ritiene possibile che Sanremo abbia uno sbocca universitario per questo tipo di liceo?
«Il liceo musicale è uno dei quattro indirizzi previsti dalla riforma Gelmini e risponde a tre esigenze: la prima dare continuità alle scuole medie che hanno già l’attività musicale, la seconda preparare gli studenti che lo desiderano alla frequenza del conservatorio, la terza fornire una preparazione liceale (con particolare attenzione al linguaggio musicale) in tutti i diversi aspetti. Una preparazione che possa favorire sia l’avvio alle professioni legate al mondo musicale che la frequenza e l’accesso a qualunque facoltà universitaria. Tutti i licei sono strutturati su due bienni e un monoennio. L’ultimo anno, anche gli studenti del liceo musicale devono svolgere un’attività e una formazione che li prepari alla scelta di qualunque facoltà universitaria e alla frequenza ai corsi di istruzione di livello superiore. Questo liceo permetterà ai suoi studenti di studiare le discipline previste negli altri corsi e agli studenti degli altri corsi di approfondire lo studio di uno strumento. Avremo a disposizione insegnamenti di pianoforte, flauto, strumenti a corda, batteria, tromba, composizione e, al contempo, potremo quindi indirizzare gli altri studenti verso l’approfondimento dello studio di uno strumento. Ricordo, inoltre, che il conservatorio è l’unica università che si può frequentare assieme ad un’altra».

Sì, quello che io intendevo era però una sinergia con l’Università di Genova per creare uno sbocco universitario a Sanremo. In passato c’era il Dams, facoltà ormai chiusa da anni, e la città del Festival non ha mai avuto un corso universitario proprio. Adesso sarebbe l’occasione giusta…
«Il conservatorio più vicino è a Genova. La formazione musicale, in una zona a vocazione turistica come la nostra, è fondamentale. Se il sindaco di Sanremo usa lo slogan “Sanremo città della musica” lo intende in senso ampio, comprendendo i musicisti e quei professionisti che ruotano attorno ad essa e al mondo dello spettacolo. I cittadini di Imperia e Sanremo devono sentirsi europei. Bisogna avere radici ben solide ma un respiro ampio, come minimo europeo. La musica italiana è una risorsa che noi abbiamo e dobbiamo sfruttarla fino in fondo. Bisogna però coltivarla tutto l’anno. In questo senso vedo una collaborazione stretta con il liceo linguistico. Per esempio, mettere in sinergia il tedesco con i gradi compositori come Mozart, Bach, Beethoven. E poi, dimostrando una conoscenza linguistica adeguata, con il diploma del liceo musicale ci si iscrive a qualunque università europea. Per quanto riguarda l’università a Sanremo non dipende da noi. Ma, del resto, questo vale per tutti i licei…».

Intendete legarvi ai privati che, in loco, operano nel settore musicale e dello spettacolo?
«Certo. Invitiamo la città ad aprirsi e a collaborare con noi. “Sanremo città della musica” vuol dire vivere la musica 365 giorni all’anno, vuol dire dar vita ad eventi e sviluppare le risorse della città, da quelle culturali a quelle economiche. Stiamo già organizzando una settimana della cultura russa con esponenti di alto livello e i nostri studenti che studiano il russo. Una nostra docente di musica sta trascrivendo le lettere di Čajokvskij scritte da Sanremo. Come si può vedere la musica è la ciliegina sulla torta di tali legami culturali e questo liceo non poteva non nascere a Sanremo e al liceo Cassini, il più antico e prestigioso della provincia. Il modello di città, invece, dovrebbe essere quello di Salisburgo e Sanremo dev’essere la Salisburgo italiana».

Scritto da: Festivalnews Redazione

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