Area Sanremo tradita nell’orgoglio e nella passione della musica: si ricomincia?

da | 18 Dic 2021 | Città della musica

Giovani: quote rosa lasciate a casa: Amadeus nella bufera

Di Illy Masper

SANREMO. La recente esclusione dal Festival dell’Ariston dei quattro concorrenti (come recita il regolamento), del concorso canoro Area Sanremo, rimette tutto in discussione: il fallimento della Direzione Artistica (vecchia questione, mai risolta), la gestione del concorso stesso affidata all¨Orchestra Sinfonica e la fantomatica Commissione Rai che ha mandato a casa i quattro ragazzi. Insomma, tutto da rivedere.

Vero è che, purtroppo, tra i dodici concorrenti di Sanremo Giovani, di meritevoli ce n’erano, si e no, un paio, comprese le ragazze, poi tutte escluse con successiva feroce polemica nei confronti di Ama. Di fatto la qualità quest’anno era abbastanza scadente, sembravano brani musicalmente scritti da un solo autore, poche nuove idee, scarse voci, mentre parte dei testi, oltre che insignificanti, difficili da capire.

Per cui se confrontiamo molti di questi giovani con quelli che si ascoltano sui Talent, soprattutto stranieri, la differenza è abissale. Tuttavia, questo è il momento dello stile Måneskin, quindi accontentiamoci.

Tornando ad Area Sanremo invece la questione è piú delicata perché la città non ha mai saputo affrontarla nella maniera giusta. Ogni anno alle Conferenza Stampa, a parole, si promettono rivoluzioni, poi puntualmente non accade nulla. Di certo c’è che Rai e il Comune non hanno intenzione di approfondire il discorso dei giovani, tanto meno, quelli di Area Sanremo perché il Comune di Sanremo non sarebbe in grado di garantire una sana e ragionevole gestione economica e strutturale.

Su quella economica non ha tutti i torti, per anni si è continuato non preoccupandosi troppo della direzione, poi un cambio di gestione ha fatto vedere una luce flebile in lontananza ma al posto di ricambiare gestione bisognava continuare sulla direzione presa per consolidarla. Dopo i risultati ottenuti si torna nella speranza di trovare un sostituto che rimetta a posto le cose e punti a rilanciare la Sinfonica e Area Sanremo.

Sulla mancanza di struttura in parte anche qui è altrettanto vero, ma principalmente è solo una questione di risorse finanziare e di investire su persone capaci, oltre che professionali. Tutti argomenti che trattiamo da anni, ma che non hanno mai trovato spazio di discussione nell’Amministrazione pubblica.

Sanremo meriterebbe piú credibilità, ma è anche vero che bisogna guadagnarsela e per farlo occorre volontà e occorrono uomini e donne serie e capaci.

Dopo questo terzo ed ultimo Festival di Amadeus, in città dovrebbero cambiare parecchie cose (anche sul piano politico), una tra le tante è proprio la Fondazione della Sinfonica che deve ricominciare da capo e che si metta in testa però una cosa: che, con un nome come Sanremo, si può ancora investire perché nonostante tutto la Musica in Italia, si chiama Sanremo, Città dei Fiori e della Musica, appunto.

Scritto da: Festivalnews Redazione

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