Tra gli sponsor del Festival ci saranno anche Wind 3, Ferrero e Amazon?

da | 18 Dic 2021 | Gossip

Di Illy Masper

SANREMO. Passiamo per un momento soltanto agli aspetti economici che riguardano la presenza degli sponsor del Festival della Canzone, ovviamente massicciamente presenti nei palinsesti della tivvù italiana anche tutto l’anno.

Dopo la rinuncia di TIM a sponsorizzare il Festival, a causa della situazione aziendale, Rai Pubblicità ha dovuto prontamente mettersi al lavoro per cercare di recuperare  la consistente cifra di almeno una decina di milioni di euro, indispensabili a coprire solo una parte del budget del Festival di Sanremo.

In questo senso, pare certo, che sia anche intervenuto un intermediario esterno che sta tentando, con le sue qualità imprenditoriali e relazioni internazionali, di portare a casa la telefonica Wind 3, con la partecipazione del buon Fiorello (suo Testimonial) che ovviamente non mancherà di esserci sul palco di Sanremo per la terza volta. Poi il felice ritorno della Ferrero con la sua Nutella, azienda di eccellenza italiana, sempre pronta a dare un mano a mamma Rai. Infine, la new entry potrebbe essere la multinazionale americana Amazon, già proprio quella che sottrae il lavoro a quei piccoli nostri commercianti che fanno fatica ad andare avanti anche a causa della pandemia.

Tutti nomi eccellenti, importanti, ai quali fa sempre comodo partecipare al Festival di Sanremo, perché usufruiscono di una visibilità che non ha eguali nella televisione pubblica, a parte certe partite di Calcio internazionali.

Tuttavia, per Amazon una riflessione è necessaria. Come potrebbero prenderla i commercianti, compresi quelli di Sanremo chiaramente, ad avere in casa un’Azienda che, con la sua presenza al festivalone di Ama, potrebbe probabilmente triplicare immediatamente le vendite a domicilio, proprio grazie a questa sua danarosa partecipazione? Certo, metterebbe sul piatto un bel po’ di quattrini, non c’è dubbio, ma ci domandiamo invece se sia il caso di mettersi contro le varie associazioni di categoria nazionali del piccolo e medio commercio per dare maggior forza ad una Amazon che sta invadendo il mondo con il suo intelligente, ma anche piuttosto furbesco, con il suo spazio Prime e con il sistema di consegnare a casa in breve tempo prodotti che costano, oltretutto, spesso meno dei comuni negozianti, ai limiti della concorrenza sleale.

Scritto da: Festivalnews Redazione

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