Il Festival di Sanremo 71 e il pubblico che lo vedrà, ma solo in televisione.

da | 2 Mar 2021 | Festival di Sanremo

Per la gioia di chi ha preteso di farlo a marzo: Rai, sponsor e discografici.

SANREMO. La pressione esercitata alla Rai dagli sponsor e in primis da Tim, dell’amministratore delegato Lugi Gubitosi, che pare abbia insistito affinché il Festival si facesse a marzo e non nel mese di maggio, dove sarebbe stato decisamente meglio.

Aggiungiamo anche gli altri come la Suzuki o le stesse quattro major discografiche che la fanno purtroppo da padrone, tutti hanno preteso queste date, dal due al sei marzo, perché convinti che il telespettatore sia pressoché costretto a starsene a casa quindi a vedersi il Festival. In parte hanno anche ragione: se siamo costretti a restare in poltrona tante vale guardare la televisione, magari saltellare con il telecomando anche sul Sanremo Festival.

Un calcolo, questo, che non è ovviamente sfuggito a questi mega sponsor, tanto meno alla cara Rai che ne ha fatto una questione speculativa tanto da raddoppiare i costi pubblicitari per la ghiotta occasione. Tantissimi soldi che andranno a favore dell’ente televisivo di Stato che, pare, non sia nemmeno in buono stato economico. Questa è opinione comune, tant’è che Fabrizio Salini, amministratore Rai, a giugno sbaracca da Viale Mazzini in Roma, mentre alti dirigenti, quanto prima, verranno rinominati.

L’economia, dunque, ha prevalso su tutto, anche sulla salute del cittadino, al punto che di fronte al dio denaro poco o nulla prevale e il Covid si può vincere, basta organizzarlo dicevano al settimo piano. E così è stato ed ecco che il Festival numero 71 va in onda e salva (si fa per dire) l’Italia dai guai sanitari ed economici, almeno per una settimana. Ma saranno sei giorni tristissimi, invece, quelli vissuti in questa città, perché si sente abbandonata da un’arrogante Rai la quale, di fronte ai propri interessi, è passata sopra anche ad ogni richiesta degli stessi amministratori locali che chiedevano clemenza e lo spostamento della manifestazione in altro periodo.

Niente da fare, mamma Rai, come un carro armato, marcia su qualsiasi rischio e va avanti per la sua strada portando a casa – si dice – almeno una cinquantina di milioni e non ci pensa proprio a lasciare qualcosa in piú a questa sofferente città dei fiori ormai appassiti. E nemmeno il nuovo Governo di Mario Draghi non si è sognato di intervenire in una delicata faccenda come questa: il Festival di Sanremo è sacro ed inviolabile e il coronavirus non basta a fermarlo, anzi nemmeno a rinviarlo.

Tutto il Palamento è convinto che un momento di spensieratezza con una settimana lontano dal pensiero crisi sanitaria ed economica per l’italiano medio sia opportuno anche se subisce questo stato di cose e, dunque, saranno le canzonette a farglielo dimenticare?

Questo è il pensiero di chi governa un Paese allo sbando, convinto com’è che basti un Festival seppur di Sanremo ad allentare la morsa. Ma siamo anche certi, tuttavia, che nonostante tutto il Paese preghi perché non succeda niente di grave durante questa settimana appena iniziata e che Amadeus e Fiorello possano portare a termine il loro compito di simpatici giullari di corte e far sorridere anche chi sta molto male. E non sono pochi purtroppo.

Di Illy Masper.

Scritto da: Sara GIOVANNETTI

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