Che Sanremo sarà

da | 2 Mar 2021 | Festival di Sanremo

Alla storia c’è passata ancora prima di cominciare, questa settantunesima edizione del Festival di Sanremo, la prima ai tempi della pandemia.

In una Città dei Fiori in zona “gialla” con restrizioni, vuota e silenziosa, con i gazebo sanitari e i presìdi della polizia nelle vie e piazze dove gli anni scorsi stazionava il gran circo mediatico e bisognava mettersi in fila per un selfie, il Festival parte stasera con l’ardua missione di rallegrare gli animi di una nazione che ha perso la spensieratezza.

Da un anno esatto, e sui social c’è chi fa dell’ironia ricordando che lo stizzito abbandono del palco dell’Ariston da parte di Bugo è stata l’ultima immagine del 2020 prima che la vita di tutti cambiasse. Quello della coppia Amadeus-Fiorello sarà un Festival unico nel suo genere, una gimkana tra ostacoli e limitazioni di ogni genere: niente pubblico in sala, squadra dei tecnici ridotta, tamponi a intervalli regolari, quarantene improvvise che impongono repentini cambi di programma.

Il Covid è un severo direttore artistico che limita la partecipazione dei superospiti e detta regole stringenti: tutti dovranno mantenere almeno un metro e mezzo di distanza, i cantanti in gara arriveranno in teatro già vestiti e truccati, premi e i fiori saranno consegnati per mezzo di un carrello. Il conduttore Amadeus e il “disturbatore” Fiorello si esibiranno davanti a un teatro vuoto e questo cambierà sicuramente il volto dello show. Tolto il sapore d’avanspettacolo dei siparietti col pubblico (chi non ricorda la nonna di Diletta Leotta o la borsetta “rubata” alla signora in prima fila da Piero Pelù?), il Festival dovrà rinunciare a quell’estemporaneità che lo rendeva unico rispetto agli altri varietà televisivi.

I conduttori avranno la strada spianata dal punto di vista degli ascolti: il 61% degli italiani ha dichiarato che seguirà la competizione canora che inizia stasera e terminerà sabato, anche perché tra coprifuoco e zone arancioni non c’è molto altro da fare. Il successo annunciato purtroppo determinerà la smisurata lunghezza delle serate, che per aumentare gli introiti derivanti dalla pubblicità finiranno tutte dopo l’una e mezza (“Quest’anno non ci sarà il Dopofestival, ma ci sarà il Dopo-dopofestival, che è Unomattina” ha scherzato Fiorello da Fazio).

La missione annunciata di far compagnia agli italiani permettendo loro di staccare la spina da un anno di monologhi sul Covid, lo renderà un Festival ecumenico, politically correct, pensato per accontentare tutti, con moltissime donne a fare da co-conduttrici e pochissime polemiche: figuriamoci che l’unica discussione un po’ accesa nei giorni precedenti la prima serata ha riguardato la partecipazione di Barbara Palombelli, giornalista Mediaset, in casa RAI. Bazzeccole rispetto alle scottanti gossippate che riempivano giornali e social negli anni scorsi.

Ma veniamo alla serata.

Ad aprirla ci sarà Diodato, il vincitore di Sanremo 2020 con la sua Fa rumore. Seguiranno l’infermiera Alessia Bonari, la giovane diventata il simbolo dell’emergenza sanitaria durante il lockdown di marzo e aprile. Seguirà Loredana Bertè, che presenterà un medley dei suoi successi e Figlia di…, il nuovo singolo in uscita oggi. A seguire la Banda della Polizia con il sassofonista Stefano Di Battista e Ol’ga Kapranova, ginnasta russa.

Ospiti fissi per tutte le cinque serata Achille Lauro, che si esibirà in altrettanti “quadri” musical-coreografici, trasgressivi il giusto, e Zlatan Ibrahimović che potrebbe essere la grande sorpresa di questo Festival, anche tenendo conto che i due conduttori sono entrambi interisti.

In gara tredici big, in ordine alfabetico: Aiello, Arisa, Annalisa, Colapesce Dimartino, Coma_Cose, Fasma, Francesca Michielin e Fedez, Francesco Renga, Ghemon, Irama, Madame, Måneskin, Max Gazzè. Accanto quattro nuove proposte, in ordine alfabetico: Avincola, Elena Faggi, Folcast e Gaudiano per un totale di 17 esibizioni. Ad affiancare Amadeus come co-conduttrice sarà l’attrice Matilda De Angelis, primadonna della serie tv americana The Undoing.

A dare il ritmo agli eventi che si succederanno sul palco e ad evitare l’effetto glaciale dell’entrata in scena degli artisti di fronte a una platea vuota ci saranno applausi registrati: “Vogliamo immaginare che siano quelli del pubblico a casa” ha detto Amadeus.

Scritto da: Sara GIOVANNETTI

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