Di Illy Masper

SANREMO. Festival Si, Festival No, Ariston pieno, Ariston semi semi-vuoto? Questa è l’amletica questione dei giorni nostri.Un problema affrontato in queste settimane dalla Rai, Radio Televisione Italiana, con tanta passione e molta speranza anche perché si tratta dell’evento musicale che rende all’azienda culturale di Stato un bel sacco di quattrini. Per cui se dovesse saltare di un anno (facciamo tutti i debiti scongiuri), sarebbe un guaio economico che metterebbe in ginocchio la Rai e la città di Sanremo al tempo stesso. A Roma sono tutti fiduciosi, nella città dei fiori pregano ogni giorno i Santi che il maledetto Covid scompaia dall’esistenza umana, ma resta il fatto che l’inverno ormai è alle porte e marzo 2021 (dal 2 al 6!) è sempre più vicino. Il Festival della Canzone, comunque vadano le cose, nella capitale giurano che si farà e sarà il Festival della rinascita per un’auspicata vera ripresa economica, più che per la sola musica. Il business sanremese è un affare grande che coinvolge più categorie: la Tv, la città dei fiori – certo -, ma anche il mondo della discografia e non tanto per le vendite dei dischi che languono, quanto per le serate e i concerti negli stadi che ne conseguono dal Sanremo Festival e che coinvolgono artisti, musicisti, addetti ai servizi e quei manager che sperano di lucrare più soldi e acquisire più potere contrattuale. Tutto va nella logica del giusto guadagno, ovviamente, che si spartiscono però in pochi e sono sempre gli stessi da anni e non lasciano certo spazio ai manager delle nuove generazioni: ce ne sarebbero, ma sono schiacciati dalle forze attuali che non intendono mollare. A farne le spese sono anche tantissimi Giovani Artisti che non emergono perché non sono considerati, o peggio, perché non hanno le opportune amicizie, talvolta particolari   che in Italia servono tutt’ora. Il Festival dunque è un momento musicale magico, per pochi eletti: tutti gli altri restano indietro, compresi certi artisti. Ora si pensava che il Covid potesse servire, quanto meno, a riequilibrare questo delicato settore che piange perché è a casa senza dare frutti per un mercato spento dalla pandemia, quindi anche per gli artisti, ma non è stato così tant’è che, quando ci sarà la ripresa, prima o dopo il Festival 2021, tutto tornerà come prima e quei pochi Big saranno sempre più Big e molti altri purtroppo ritorneranno nell’anonimato. Terminiamo con tanta speranza e fiducia mentre gridiamo in coro viva il Festival, viva quegli Artisti che meritano una bella e lunga carriera, e viva la Comunicazione, soprattutto quando è corretta (Foto: Albano e Romina ospiti fissi a Sanremo?).