[tratto da “Area Sanremo: sarebbe tutto da rifare” – Franco Zanetti su Rockol]

MILANO. “Mentre scrivo non è ancora stato ufficializzato il nome del direttore artistico dell’edizione 2020 di Area Sanremo, un ruolo ricoperto negli ultimi anni da Massimo Cotto. Conosco piuttosto bene il “mondo” di Area Sanremo, avendo fatto parte più volte della commissione dei votanti (la prima fu quando la manifestazione si chiamava ancora Sanremo Lab). E sono stato io a suggerire al nostro Claudio Cabona, nella sua recente intervista con il sindaco di Sanremo, di chiedergli un parere in merito. Ci sono alcune cose che, probabilmente, non tutti sanno su Area Sanremo (la selezione che porta i suoi vincitori sul palco dell’Ariston a concorrere nella sezione Giovani); è stato così dal 1997 al 2007 – con l’eccezione del 2003, quando il concorso fu sospeso – quando i vincitori erano tre, ed è stato così dal 2008 al 2019, quando i vincitori sono stati due, con l’eccezione del 2018, quando i sei vincitori sono entrati in competizione con i vincitori di Sanremo Giovani, e nessuno dei sei è stato ammesso al Festival funziona così: o almeno con me funzionava. Tanto è vero che, in una delle occasioni recenti in cui sono stato membro della commissione di Area Sanremo, all’ultima riunione della giuria ho chiesto che dal ballottaggio finale venissero esclusi automaticamente tutti i concorrenti che erano stati oggetto di raccomandazione: per non fare un favore a nessuno. E la votazione palese serve anche a questo: a far capire chi vota convinto, e chi vota per fare un favore (e ricevere qualcosa in cambio). In un’altra occasione, in cui le voci di raccomandazioni diffuse erano particolarmente insistenti, avevo suggerito al Presidente di Area Sanremo di applicare il metodo “Gli intoccabili” (quello del film), e cioè di sostituire all’ultimo momento tutta la commissione (i cui nomi erano noti) con altri commissari scelti all’ultimo momento (tipo, per dire, i musicisti dell’orchestra sinfonica di Sanremo). Avrebbe messo a tacere tutte le illazioni, veritiere o non. Poi, è ovvio che a vincitori scelti i social si riempiono di retroscena, rivelazioni, accuse, rivendicazioni, minacce di iniziative legali. Ma, come diceva sempre mia nonna, “male non fare, paura non avere”. Se tu, giurato, sai di aver operato secondo coscienza, e di non essere stato condizionato da offerte di prebende illecite o pseudo lecite, non hai niente di cui aver paura. (Una volta mi è stata offerta un’automobile nuova per far passare un turno di selezione a un concorrente). “Certo è un peccato che uno come lei viaggi su un’auto così vecchia e conciata…” (Quell’auto vecchia e conciata è rimasta la mia auto per altri sei anni).  Non ho ancora trattato il tema della canzone inedita. Per uno stupido cavillo del regolamento, legato alla qualifica di “inedito” della canzone presentata in gara, le audizioni di selezione si svolgono alla presenza della sola giuria e di qualche addetto dell’organizzazione. Il che impedisce ai concorrenti di ascoltare le canzoni dei loro rivali. È una clausola dannosa, perché non è utile a far prendere atto ai concorrenti della qualità media delle canzoni proposte. Le audizioni dovrebbero essere pubbliche, nel senso che tutti i concorrenti dovrebbero poter assistere, se vogliono, alle esibizioni di tutti i concorrenti. Così capirebbero quanto valgono i loro antagonisti (e quanto valgono, o non valgono, loro stessi). Per quanto riguarda la canzone da presentare, questa da regolamento deve essere inedita. Il che regolarmente dà inizio alla caccia all’inedito da parte dei concorrenti che non scrivono le proprie canzoni – che ad Area Sanremo, storicamente, sono la maggioranza. E voi non avete idea del mercato ignobile che si scatena: studi di registrazione, produttori, autori di mezza tacca “vendono” – letteralmente, facendosi pagare anche migliaia di euro – una canzone inedita, o sedicente tale, al poveretto o alla poveretta che ne ha bisogno. La vendono a lui, o a lei, ma poi sono pronti a rivenderla l’anno dopo a un altro o a un’altra, perché, tanto, siccome non è stata eseguita in pubblico, figura ancora come inedita. E quella canzone, naturalmente, non è stata scritta pensando a chi dovrà interpretarla: è una canzone generica, buona per tutte le stagioni, buona per tutte le voci, il che vuol dire che è una brutta canzone. Una cosa che molti non sanno è che la RAI non vede granché di buon occhio Area Sanremo; è un accordo inserito nella convenzione fra Comune e RAI, ma l’emittente di stato, anche comprensibilmente, non ha mai gradito che una parte dei concorrenti della sezione Giovani arrivasse al Festival seguendo un percorso diverso da quello della selezione RAI. Si è spesso arrivati a pensare, e non del tutto irragionevolmente, che i due vincitori di Area Sanremo ammessi al Festival – a deciderli è la Commissione del Festival, che “pesca” fra i vincitori individuati da un’altra commissione – venissero scelti fra i meno validi del mazzo proposto, proprio per non correre il rischio che Sanremo Giovani venisse vinto da un concorrente, come dire, “esterno”. Questa potrebbe essere una spiegazione (o meglio, una giustificazione) del perché è ormai dall’edizione 2008 – l’anno in cui Paolo Bonolis scelse fra i vincitori di Area Sanremo Arisa e Simona Molinari, confermando in pieno la valutazione della Commissione di Area Sanremo – che nessun vincitore di Area Sanremo si afferma anche nel Festival dell’anno seguente nella sezione Giovani: l’ultima a riuscirci fu appunto Arisa, nel 2009. (Prima che mi facciate il nome di Mahmood, lui arrivò al Festival da Area Sanremo nel 2015, e fu eliminato, Per stroncare questo malvezzo, Area Sanremo dovrebbe chiudere la prima fase delle selezioni prima dell’estate, individuando i (diciamo) quaranta finalisti; e selezionare, parallelamente, un gruppo di giovani autori da abbinare ai cantanti. Ci sarebbero quattro mesi di tempo per scrivere, “su misura” dei cantanti, le canzoni per il Festival. E queste quaranta canzoni dovrebbero poi essere oggetto dell’ultima selezione.  Uh, come l’ho fatta lunga. Se siete arrivati fino in fondo, grazie – e speriamo che arrivi a leggere tutto questo articolo anche qualcuno di quelli che organizzano Area Sanremo. Per quest’anno mi sa che è tardi; per l’anno prossimo, chissà…”

E adesso questo mio commento.

SANREMO. Dopo aver letto con molta attenzione il commento qui sopra del collega direttore Franco Zanetti, aggiungo, con brevità, altre considerazioni che mi auguro trovino accoglienza nel suo Blog che trovo sempre molto interessante. In sintesi, siamo piuttosto d’accordo su moltissime questioni che vengono da lui trattate, con cautela, sul concorso Area Sanremo, anche perché non vivendo la realtà locale, Franco Zanetti è fuori dalle beghe musical-politiche del luogo. Innanzitutto, Massimo Cotto è ancora per 1 anno, direttore artistico di Area Sanremo, come da contratto dice il Sindaco Biancheri. Che Area Sanremo vada ricostruita lo dico da due anni, così come continuo a ribadire che le passate Commissioni hanno lavorato male e solo qualcuno l’ha poi pagata, ma nemmeno poi tanto. Se per quest’anno ormai è tardi per riparare ai danni, il Covid però ha messo un punto sulla questione che viene rimandata a data da destinarsi, sempre che la RAI, e sarebbe davvero auspicabile, convinca il Sindaco a dare un taglio netto al concorso sanremese, mal digerito da sempre: l’ipotesi però di un rinnovata iniziativa similare è ancora allo studio

Comunque, ha regione Zanetti, se quest’anno è tardi, speriamo che il futuro sia diverso e ci riservi positive novità.

[Di Illy Masper]