Di Illy Masper

Se ne parla da anni, ma niente è stato fatto: sensibilizzati il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il buon Amadeus.

ROMA. I circa sei milioni di italiani che vivono all’estero si sentono “traditi” dalla Rai che non ha il coraggio, o la voglia, di far partecipare un Giovane degli italiani all’estero al Festival di Sanremo, anche creando una categoria che li possa rappresentare.

Questa è una battaglia aperta da anni e che, ad ogni occasione sanremese, si ripresenta e poi nuovamente viene dimenticata il giorno dopo. Così come negli ultimi anni, nessun direttore artistico della manifestazione, tanto meno i dirigenti addetti all’evento (Claudio Fasulo?), non si sono mai sognati di pensare che fuori dai confini nazionali esiste un’altra di Italia con ben 6 milioni di connazionali. Di questi ci sarà qualcuno che sappia cantare o comporre un brano da portare a Sanremo?

Eppure, l’interesse per l’Italia che canta era ben presente al Festival di Sanremo, come abbiamo anche testimoniato sulle pagine del nostro giornale durante tutto il periodo del Festival, creando una rubrica dedicata a commenti e opinioni di diverse radio italiane nel mondo.

La Rai, pur avendo inserito nel regolamento che possono partecipare anche iscritti dall’estero, non promuove questa possibilità e non ci pensa proprio di indire una qualsiasi occasione che possa contribuire a coinvolgere gli italiani che vivono e lavorano fuori dal Paese. Ma non ci hanno mai pensato nemmeno nessun Sindaco della Città dei Fiori nonostante possa essere di suo interesse turistico-economico, così come nessun Parlamentare ha mai avuto un guizzo creativo di proporlo alla tv di Stato. I nostri connazionali non vedrebbero l’ora e ne sarebbero orgogliosi se avessero questa possibilità. Ma per la Rai è troppo faticoso, è di scarso interesse, non fa evidentemente audience, e poi quest’altra ragione: chi vive all’estero non paga il canone tivvù, quindi a Mamma Rai poco importa degli italiani che stanno a Bruxelles, in America o in qualsiasi angolo del mondo. E questo nonostante predichi durante il Festival che l’evento di Sanremo è seguito a livello internazionale, ma non ha mai fatto un censimento per sapere quanti sono gli italiani che seguono la manifestazione.

Eppure con le nuove tecnologie telematiche non sarebbe difficile venirne a conoscenza e sarebbe interessante saperlo anche per gli sponsor che ci mettono un sacco di quattrini. Rai Italia (ex Rai International) la sua parte la fa molto bene, ma evidentemente non è sufficiente, e non è autosufficiente neppure per proporsi, ad esempio, quale veicolo che vada alla ricerca di questi Nuovi Talenti italiani o italo-stranieri in grado di cantare. Ideare un eventuale concorso internazionale non sarebbe complicato, tanto più che si può fare via internet, quindi con costi decisamente contenuti: basterebbe avere un po’ di buona volontà perché quei 6 milioni di italiani che abitano oltre le frontiere lo meriterebbero davvero.

Se quest’anno una simile iniziativa, che preveda una presenza, può essere rimandata per via delle problematiche del Covid-19, è sicuramente un argomento che deve essere affrontato, cominciando a mettere le basi di questo dialogo con i tanti italiani all’estero che non vedono l’ora che qualcuno permetta loro di diventare i protagonisti dell’Italia che canta, ogni giorno, nel mondo.

Forse sarà il caso di rivolgersi direttamente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella? (Nella foto), unico vero e sincero interlocutore fuori porta, oppure convincere l’amato conduttore Amadeus nonché attuale direttore artistico del suo secondo Sanremo: oltre si vedrà.