Di Illy Masper

SANREMO. Abbandoniamo ancora per un momento l’ossessiva questione di questo maledetto coronavirus per cominciare a parlare d’altre cose meno preoccupanti e un po’ più frivole. Ieri abbiamo toccato l’argomento Festival di Sanremo con i suoi conduttori, oggi accenniamo ad un secondo punto, importante sempre legato al sanremone di Ama: i Giovani, categoria un po’ sopportata dalla Rai che ogni anno si inventa nuove soluzioni, senza aver trovato ancora quella giusta e continuativa. Ci hanno provato in tanti ancora prima di Amadeus, Baglioni, Carlo Conti e la stessa città dei fiori con il suo concorso, quell’ex Area Sanremo affidato negli anni a gente di mediocre capacità artistiche. Una categoria quella dei Giovani Talenti, con poche speranze e in cerca di illusioni che vorrebbero trovare a Sanremo perché richiamati da quel fragore musicale che comunque non smette di coinvolgere ogni anno centinaia di ragazzi, ragazze e gruppi, che arrivano a Sanremo per incontrare un destino artistico. Non volendo pensare che al loro arrivo in questa città, i giochi sovente sono già fatti.

Probabilmente quest’anno sarà molto diverso, infatti non è detto che causa Covid 19 tutto venga annullato perché la Rai non farà in tempo ad organizzare l’evento a loro dedicato. Stesso problema lo avrà Sanremo con il suo concorso scaduto nei termini, e non ancora rimesso in piedi. Per la TV di Stato sarebbe semplice: delega le Case Discografiche e il gioco è fatto. Infatti sono in grado di portare tutti i Giovani necessari che poi sono sempre e solo otto.

Diverso per la città dei fiori che, per la stessa motivazione del coronavirus, rischia di rimanere senza concorso il che, magari, potrebbe prendere la palla al balzo e decidere di rinviarlo decisamente all’anno prossimo, così da avere il tempo necessario per rinnovare sia la formula e che la gestione, quella artistica in modo particolare al fine di affidarla ad esperti nel vero senso del termine.