Dal Vesuvio alla Torre Saracena di Sanremo: punti di riferimento per chi ama la musica nella sua globalità, senza dimenticare mai che tutto nasce a Napoli.

Di Ilaria Salerno

SANREMO. Se questo bel Paese Italia non avesse una città come Napoli, la musica italiana probabilmente non esiterebbe. Quanto meno non avrebbe ottenuto quel successo mondiale che nel passato, all’ombra del Vesuvio, ha avuto, con la magnifica conseguenza che negli anni è poi arrivata addirittura alla cittadina di Sanremo. La città dei fiori, allora, non pensava certo alla musica, neanche come volàno per il proprio turismo.

Già nel 1600, grandi poeti napoletani scrivevano meravigliose canzoni la cui melodia, abbinata all’interpretazione di artisti famosi dell’epoca, aveva già oltrepassato le frontiere per poi arrivare — e siamo nel 1932 — nella città dei fiori, con una novità assoluta: nasceva, infatti, il primo Festival Napoletano ideato allora dal direttore del Casinò Municipale di Sanremo Luigi De Santis (a lui, recentemente, è stata dedicata la Sala Privata).

Un Festival che in seguito trovava la giusta collocazione a Napoli; un Festival amato e poi odiato, al tempo stesso, da chi lo ha fatto affossare definitivamente: un napoletano che evidentemente poneva al di sopra della bella musica interessi e personalismi, frutto anche del malaffare che imperava in città. Qualche tentativo di ripresa poi c’è stato, ma anche questo era successivamente fallito per i soliti motivi partenopei che non fanno onore alla città e agli stessi cittadini, ben coscienti della situazione napoletana di quel tempo.

A distanza di tantissimi anni quella tradizione musicale partenopea è stata attivamente ripresa non da un napoletano, ma da un torinese, Ilio Masprone, non a Napoli, ma a Sanremo, che ha tutto l’interesse nel voler rafforzare lo slogan coniato: Sanremo Città della Musica. Quindi il pensiero va ben oltre il Festival della Canzone Italiana al quale si aggiunge, per il terzo anno consecutivo, il SanremoCantaNapoli, un evento che viene realizzato al Teatro dell’Opera del Casino Municipale dove è nato appunto il 1° Festival Napoletano del poeta Ernesto Murolo, padre del grande Roberto.

Quindi Sanremo punta decisamente al doppio evento: dalla primavera di febbraio con il Festival Italiano, all’autunno di settembre con quello Napoletano, così da chiudere il cerchio sulla musica in città a “tempo pieno”. Le prime due edizioni sono andate molto bene, gli interpreti erano tutti bravi, alcuni hanno ottenuto ottimi riscontri e interessi diretti, altri ci stanno riprovando, mentre la terza edizione è già in dirittura d’arrivo e le tre giornate del 23/24/25 settembre prossimo, dovranno rafforzare la tesi secondo cui la canzone napoletana e quella italiana amplificano e suggellano ancora di più la vicinanza tra Nord e Sud, facendo vincere innanzitutto la musica.

Il Festival di quest’anno fissa altri punti importanti e a vantaggio: prima di tutto l’affidamento della Direzione Artistica ad uno stimato critico musicale, Federico Vacalebre, giornalista de Il Mattino di Napoli, già al lavoro per ricercare, nuovi testi, nuove musiche e voci particolari, tutte rigorosamente partenopee. Saranno infatti solo 10 i finalisti che arriveranno a Sanremo (dopo varie audizioni e semifinali on line, già in atto, per la terza edizione. Un’altra novità: saranno accompagnati da altrettanti 10 Big della canzone che fungeranno da Padrini. Alla fine il vincitore assoluto porterà a casa anche una Borsa di Studio di € 1.500, il miglior testo e la migliore musica, si aggiudicheranno una seconda Borsa da € 750 ciascuno. Borse che saranno offerte, come l’anno scorso, dall’Azienda ENI Stores Service con sede a Torino.

Ma questa è solo una delle novità del 2020, perché in programma c’è anche la certezza di organizzare un Tour italiano e andare anche all’estero con le canzoni del Festival di Sanremo e del Festival di Napoli: note e sinfonie che piacciono in tutto il mondo e che SanremoCantaNapoli farà sue con la partecipazione di giovani interpreti e qualche Big degli anni ‘70 ‘80. Un Tour affidato all’impresario di Napoli, Lello Greco, che sta già lavorando al progetto internazionale con musicisti professionisti, collaboratori tecnici ed esperti della Comunicazione. Un progetto destinato a rivoluzionare la musica italiana e napoletana, che all’estero continua ad essere sempre molto seguita e non soltanto dagli italiani che risiedono fuori d’Italia.

Per memoria ricordiamo che la prima edizione fu vinta a furor di popolo e critica dal trio napoletano i “Suonno d’ajere” e la seconda edizione il gruppo “Le Mille bolle blu” (nella foto) ha ottenuto grandi consensi dal pubblico che gremiva il Teatro del Casinò; nel nuovo corso i due gruppi saranno ancora partecipi con nuove idee musicali. Tutte le altre novità e le informazioni per partecipare sono contenute sul sito web: sanremocantanapoli.eu. Questo per ricordare gli interessati che sono iniziate le preselezioni on line e proseguiranno fino alla fine di aprile. Per quel periodo è prevista a Napoli una conferenza di presentazione anche del gemellaggio enogastronomico tra Regione Campania e Regione Liguria.

I Suonno d’Ajere