Di Giulia Chiuso

SANREMO. Chi sono Pinguini Tattici Nucleari, tra i favoriti di questo Festival? “Prendiamo il nome da una birra, ma che costa veramente troppo e non l’abbiamo mai bevuta” scherzano. “Sapete cosa sono le Stelle Minori?” — hanno proseguito — “Sono quelle stelle che hanno una grande, grandissima luce, ma hanno la sfortuna di essere posizionate accanto a stelle luminosissime. Ringo Star é stato un po’ così secondo noi: un grandissimo chitarrista, ma che ha avuto la sfortuna di essere sempre adombrato da stelle ancor più luminose di lui. Con il brano che portiamo in gara abbiamo voluto omaggiarlo”.

Ieri sera hanno portato sul palco dell’Ariston un medley con sette canzoni che “ha spaccato“, già definito “un vero gioiello“: l’intro é di “Nel blu dipinto di blu”, seguito da “Papaveri e Papere”, “Una casetta in Canada”, “Nessuno mi può giudicare”, “Gianna”, “Sarà perché ti amo” seguito da uno “Ué” che ricorda Elio e le storie tese, “Una musica può fare” con all’interno “Non amarmi” misto a “Fiumi di parole”, per concludere con “Saliró”, “Sono solo parole” e “Rolls Royce”.

I Pinguini Tattici Nucleari suonano insieme da quando hanno 17 anni. Paragonati a Lo Stato Sociale, sono effettivamente molto amici con la band bolognese, “ma musicalmente mondi molto diversi”. Sono perfezionisti, originari di Bergamo e ritengono che il palco di Sanremo non cambierà la loro vita quotidiana: “Se prima la vecchietta che incontravamo dal macellaio ci chiedeva se avessimo visto suo nipote, ora ci dirà” Bravi a Sanremo! Avete visto mio nipote? “.