Apertura patriottica per la serata finale del Festival con l’inno nazionale suonato dalla banda dei Carabinieri, per i cento anni dell’Arma. “Sogno l’entrata in scena di Morgan con un testo alternativo a quello di Mameli” si twitta ricordando la scenata della sera prima e, quando Mara Venier gli chiede se può togliersi le scarpe prima di scendere le micidiali scale del palco, anche Amadeus ammicca: “Qui chiunque venga fa quello che vuole”. La lite in diretta tra Morgan e Bugo è ormai tra i fuoriscena storici del Festival, dal tentato suicidio dalla galleria dell’Ariston al lancio degli spartiti in segno di protesta dell’Orchestra. “Sembra Delirio a Las Vegas, può succedere qualcosa da un momento all’altro – dice Fiorello – Questo Festival ha fagocitato ogni altra notizia, non ci sono più Salvini, Zingaretti, le sardine, ho visto Floris che parlava di pensioni con Elettra Lamborghini” e poi, rivolgendosi ai vertici della Rai seduti in prima fila “Ci hanno proposto di fare il Sanremo bis, la risposta la daremo alla fine di questa puntata, cioè la settimana prossima”. Amadeus scende le scale col parruccone di Maria De Filippi: “Sembri Montezemolo ossigenato” lo apostrofa Fiorello. Insieme omaggiano Gianni Morandi, che tutte le sere segue il Festival, cantando “Un mondo d’amore” e poi salutano il loro mentore, Claudio Cecchetto, il primo presentatore a Sanremo in scarpe da ginnastica. Dopo Leo Gassman, vincitore delle nuove proposte, torna sul palco Diletta Leotta ma è battuta da Sabrina Salerno 51 a 28. Tiziano Ferro fa precedere il suo medley (Non me lo so spiegare, Ero contentissimo e Per dirti ciao, cantate da tutto il pubblico) da un monologo sui suoi quarant’anni: “Ho imparato che l’amore è un lavoro lento e faticoso, fatto di mediazione e pazienza. Ho capito che subire non è una disgrazia ma una scelta e la felicità non è un privilegio, ma un diritto. Dio non commette errori, non credo lo abbia fatto il 21 febbraio 1980. Io non sono sbagliato, nessuno lo è. Non accetto speculazioni sul tema, non provateci nemmeno, ho quarant’anni ormai”. Emozionato, autentico, sensibile, bacia il palco prima di uscire tra le ovazioni dell’Ariston. Tra le esibizioni dei big infuocano il teatro quella di nonno Piero Pelù, con alamari da Sgt Pepper’s e la scritta “Tu sei molto di +” sul torace, che rock’n rolla potente e corre in platea dove scippa a una signora del pubblico la borsetta, roteandola nel gran finale del suo pezzo. “Lunedì fa 58 anni, ‘ndo se firma?” ci si domanda sui social. Achille Lauro scende le scale vestito da Elisabetta I, con crinolina e gorgiera di pizzo rosa su pantaloni di velluto rosso e stivaletti in tinta. il viso incorniciato di perle, canta provocante e bacia platealmente Boss Dom, stasera metà David Bowie metà Angus Young. Fiorello gli chiede la foto di rito: “Sei così avanti che è già lunedì”. Eccezionale il materiale meme che ci ha dato quest’anno il Festival. Superospite della serata è Biagio Antonacci: “Benvenuto al nostro pigiama party” lo saluta Fiorello, scherzando sulla durata extralarge della serata. Sabrina Salerno canta Boys boys boys ed è subito anni ’80. La coppia Amarello che improvvisa senza copione scherzando sui rapper e la mania dell’autotune funziona alla grande persino nell’attesa lunga quanto un travaglio del vincitore quando ormai sono le due di notte. Diletta Leotta canta Ciuri ciuri sulla musica di Lose yourself: “8 Mile coppa C” è il commento più bonario. Dopo cinque giorni di esaltazione della donna in finale ci vanno tutti uomini: Diodato, Gabbani e i pinguini tattici nucleari. Sky Tg24 non rispetta l’embargo imposto ai giornalisti e spoilera il nome del vincitore una buona mezz’ora prima della fine del Festival: è Diodato con la sua Fai rumore che si aggiudica anche il Premio della Critica Mia Martini e il Premio Lucio Dalla. Il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo va a Rancore, il Premio Giancarlo Bigazzi per la migliore composizione musicale a Tosca, il Premio Tim music per la canzone più scaricata va a Francesco Gabbani. Sotto una pioggia di cotillons e tra i flash dei fotografi si chiude l’edizione più vista degli ultimi vent’anni (e anche la più lunga).