Di Ilio Masprone

SANREMO. Seguendo il Festival della Canzone da ormai 35 anni, abbiamo purtroppo assistito molte volte a cadute di stile di presentatori, cantanti o anche di illustri ospiti, stranieri compresi, che si sono sentiti in diritto di intervenire per commentare, o per dare la propria opinione su fatti personali che magari col Festival non centravano nulla. Approfittare della visibilità e dell’ascolto che può dare un Festival di Sanremo è dunque una forte tentazione: se si ha l’opportunità di avere il microfono per qualche minuto tra le mani, è davvero facile creare l’occasione ideale per togliersi qualche piccolo o grande sassolino dalla scarpa.

Esempi ce ne sarebbero tantissimi, ma ricordarli sarebbe come mettere ulteriormente il dito nella piaga di inqualificabili momenti che è meglio dimenticare. Conviene dunque lasciar perdere il passato e pensare al futuro di questo 70° Festivalche nasce, come sempre d’altronde, sotto la campana della chiacchera e della polemica troppe volte anche spropositata. E il mondo del web è l’occasione incontrollabile per dare spazio anche alle fandonie alle quali non siamo obbligati però a dare credito. Ma come impedirlo con un mezzo di comunicazione così tanto libero, dove chiunque può intervenire troppe volte senza averne ovviamente né diritto né capacità e totale mancanza di buon senso e gusto?

Il buon Amadeus, che sarà senz’altro pronto per questa sua enorme occasione professionale, in questo momento viene dipinto come colui il quale dovrà risolvere il gigantesco problema di un Festival importante datato 70 anni. Ma è anche l’occasione per dimostrare che la scelta di questo o quel personaggio che intende invitare all’Ariston dovrà essere in armoniosa e opportuna atmosfera col Festival, e che non prevalga l’occasione personale di arrogarsi il diritto di approfittare del momento: evitiamo cadute di stile che mettano il Sanremo in difficoltà, solo per porsi in bella mostra credendo oltretutto di aumentare l’audience. Qualche punto in più o in meno non sarebbe giustificato, se dovesse capitare anche un solo caso simile. Ecco perché le polemiche giustificate di questi giorni, che investono la famosa presentatrice di Canale 5, Barbara d’Urso (tra le probabili co-conduttrici?) per una brutta caduta di stile, durante il suo programma Pomeriggio 5: ha mandato in onda, il giorno  dopo il suo funerale, un davvero troppo gioioso servizio sulla giovane collega Nadia Toffa, che ha purtroppo lasciato questo mondo troppo presto, mancando così di rispetto alla scomparsa di una cara amica, oltretutto – dice lei -, pur di soddisfare la bramosità dell’audience della sua trasmissione.

Episodi come questo devono far riflettere chi ha il compito di organizzare uno dei momenti più esaltanti della televisione italiana, cercando, ad ogni costo, di evitare le cadute di stile, caro Amadeus e tuoi collaboratori: di Sanremo si può dire di tutto, ma non merita questo.