Sanremo, addio al Teatro Ariston?

Nemmeno per sogno…

Di Illy Masper

Diciamo subito che questa notizia, non notizia, l’abbiamo anticipata noi ben 15 giorni fa ed è tuttora verificabile. E non c’entra affatto che Paolo Bonolis (nella foto) abbia detto che avrebbe presentato il Festival di Sanremo 2018 solo se si fosse trovata una sede più opportuna e capace. Lui sarà anche bravo, simpatico, forse potente, ma non tanto da poter decidere dove fare il Festival. Questo semmai lo potrà fare Roma con Sanremo e non il buon Bonolis. Il quale smania, comunque, per tornare nella città dei fiori, con tutto il rispetto naturalmente.

Che il Teatro Ariston sia diventato insufficiente lo sa Sanremo, Roma ed anche le pietre del resto d’Italia. Quindi che l’abbia ribadito anche il presentatore di Canale 5, è solo una voce in più. Oggi, l’unica soluzione plausibile e facilmente possibile è una soltanto. Ma anche questo l’abbiamo già detto e scritto ampiamente. Ed è quella di ritornare al Palafiori. Ma quello vero di Valle Armea (periferia di Sanremo) che può contenere fino a 3-4 mila posti a sedere. Posto in cui l’organizzatore di allora, il romano Adriano Aragozzini, lo utilizzò con successo, durante il quarantennale del Festival della Canzone.

Allora presentavano Jonny Dorelli e Gabriella Carlucci, poi diventata politica di Forza Italia. Per cui il Festival, stiamone certi, rimarrà sicuramente all’Ariston. Anche per il godimento di Walter Vacchino che ha 40 dipendenti. E lo rimarrà ancora per molto tempo il che ne dica anche il giovane Direttore di Rai Uno Andrea Fabiano. Il quale, tra l’altro, dimostra di conoscere poco la città dei fiori. Se poi pensa di costruirlo lui (o la Rai!) un nuovo PalaFestival, di cui tanto si vocifera (e come qualcuno sogna, ad occhi aperti), con soldi suoi, o chi per lui (o Gian Carlo Leone e company?) faccia pure.

La città di Sanremo non potrebbe che inchinarsi e ringraziare di fronte a tanta generosità. Quindi dubitiamo molto che questa “notizia” abbia un fondamento serio e del tutto ragionevole. Perché costruire un PalaFestival è una pura idiozia. Qualcuno si arricchirebbe certamente. Ma nell’ipotesi più assurda che qualche incosciente abbia tanti soldi da investire per poi buttarli al vento, chi sarebbe in grado di gestire quella mega-struttura, oltre il corto periodo del Festival? Non rischierebbe di fare la fine dell’attuale Palafiori di Corso Garibaldi, che rimane inutilizzato per almeno 250 giorni all’anno e con costi di gestione e manutenzione allucinanti, tenuto conto che Sanremo non ha soldi? Ed è per queste e per altre ragioni che l’Amministrazione pubblica sanremese, Sindaco in testa, non vede l’ora di togliersi dai piedi quel cruccio del Palafori e indire presto un bando che duri almeno 10 anni.