La vittoria del napoletano Lele nel testa a testa con l’altro partenopeo Maldestro non ha fatto altro che rinsaldare il rapporto esistente da tempo tra Sanremo e Napoli. Sarà un caso se l’antesignano dell’attuale Festival di Sanremo sia stato proprio un “Festival partenopeo di canti, tradizioni e costumi”, svolto al Casinò matuziano tra la ne del 1931 e l’inizio del 1932 su ispirazione dell’allora gestore della casa da gioco sanremese Luigi De Santis (anche lui napoletano), che avrebbe costituito una delle principali fonti di ispirazione per il giovane oricoltore sanremese Amilcare Rambaldi, quando, circa vent’anni dopo, avrebbe lanciato per primo l’idea di un festival della canzone italiana. Il legame tra Sanremo e la canzone napoletana non è un caso e ha radici profonde, soprattutto se si considerano le prestigiose partecipazioni festivaliere al Sanremo dell’altro ieri (Aurelio Fierro e Roberto Murolo su tutti), di ieri (Massimo Ranieri vincitore nel 1988 con “Perdere l’amore”) e di oggi (Gigi D’Alessio in gara in questa edizione con “La prima stella”). Lele, uno degli “allievi di Maria” nell’ultima edizione di Amici, con “Ora mai” ha prevalso su Maldestro (cantore della “Scampia bene”) che con “Canzone per Federica” gli ha conteso il primato no all’ultimo e si è aggiudicato il premio della critica intitolato alla memoria di Mia Martini. Tra le tante curiosità, oltre al consolidamento tra Sanremo e la canzone napoletana, c’è da ricordare che Lele e Mal- destro sono stati gli unici cantanti in gara a presenziare alla trasmissione “Ciao Sanremo” in onda su Canale Ita- lia e che, proprio oggi (dalle 13.30 alle 15.00), terrà la sua ultima puntata nei locali di Radio Sanremo a Portosole.