Il Direttore Artistico Carlo Conti ci ha messo due anni per capire che quello di Sanremo è il Festival della Canzone e non dell’Artista. Di fatto, nel creare il Cast 2017, sua terza, e forse ultima edizione, il presentatore speriamo abbia privilegiato davvero i brani musicali piuttosto che un Cast abbastanza deludente, dal punto di vista della presenza di nomi eclatanti che non ci sono. Comunque sia, corre un bel rischio, perché il pubblico del Sanremo Festival è abituato a vedere e ad incontrare i celebrati beniamini, per la strada, mentre per la prossima edizione farà fatica a riconoscerne alcuni perché la maggior parte sono abbastanza sconosciuti. Certo, non tutti tuttavia, dei 24 artisti che saranno presenti nella città dei fiori, ne riconosceranno si e no una decina e tra i pochi c’è sicuramente il grande Al Bano (nella foto), ma tutti gli altri sono dei perfetti impopolari, quindi non riconoscibili, almeno per il momento. Salvo poi verificare la bontà e soprattutto la qualità dei loro brani che presenteranno e capire se saranno all’altezza della partecipazione sanremese, oppure se questi artisti siano arrivati a Sanremo per strade, o concetti, diversi da quelli musicali. Un fatto è certo: questi “artisti” giovanissimi, per cui poco noti al grande pubblico piuttosto maggiorenne si intende, provengono dai Talent (rovina gioventù), che per noi rappresenta lo specchio poco credibile di un pubblico giovanissimo, certo, che segue ed insegue queste false e illusorie realtà. Una valida ragione per essere d’accordo con Red Ronnie quando afferma che le discutibili trasmissioni sui Talent non fanno bene alla cultura musicale del nostro Paese. Ben sappiamo però che i tempi sono cambiati, che oggi prevalgono i rapper, i testi delle canzoni sono molto più complicati, che è scomparsa la tradizionale melodia, mentre la metrica si confonde con la gestualità dell’interprete, tutto molto attuale è vero, ma quando poi sentiamo l’ultimo brano di Adriano Celentano con la superba Mina “Amami”, quello si, che ti riconcilia e ti riporta alla vera musica italiana che ci piacerebbe ascoltare a Sanremo nel febbraio prossimo, ma è anche quella che ci porta all’estero. Comunque buon lavoro caro Carlo e fai i tuoi Conti prima di decidere di lasciare Sanremo.