Se consideriamo questo mese di agosto, non lavorativo, al Festival di Sanremo, mancherebbero solo sei mesi (7/11 febbraio 2017) e a chi potrà essere assegnato il Palafiori (nella foto un particolare dell’ingresso), almeno per l’importante occasione musicale, ancora non è dato a sapere. Passo indietro; due mesi fa, su questo nostro sito (arrivato a 13.500 contatti in soli tre mesi), affrontavamo lo stesso argomento e chiedevamo all’amministrazione sanremese cosa intendesse decidere per quella struttura che sta in Corso Garibaldi. Naturalmente non ci fù risposta anche perché, presumiamo che, in allora, risposte proprio non ne avessero. In effetti è così in quanto ancora oggi risposte in tal senso non c’è ne sono.  Di fatto, il Comune non ha ancora assegnato il Palafiori a nessuno, né tanto meno, ha convocato le uniche due società pretendenti che sono: la Sanremointheworld srlS di, Manuela Poletti e il consorzio Gruppo Eventi srl di Roma, di Vincenzo Russolillo (nella foto a lato) che lo ha gestito negli ultimi anni. A quest’ultimo il contratto con la Sanremo Promotion è scaduto lo scorso febbraio ed è tutt’ora in attesa di un eventuale rinnovo, ma direttamente con il Comune perché la Sanremo Promotion nel frattempo, con la gestione del manager Marco Sarlo, è praticamente fallita. Ad oggi il Comune, non sapendo che pesci pigliare, ha deciso di indire una gara d’appalto per l’assegnazione del Palafiori per darlo (giustamente) in gestione tutto l’anno. La gara però non è ancora partita e nutriamo seri dubbi che possa decollare in estate per essere, addirittura, operativa per il prossimo Festival della Canzone. Ne conviene quindi che il Palafiori, per il periodo del Festival 2017, potrebbe anche rimanere vuoto. Il rischio è grande (e non sarebbe la prima volta, vedi il caso MOAC ndr), a meno che l’amministrazione non venga illuminata dal suo Santo Patrono che gli potrebbe consigliare di convocare le uniche due parti in causa per tentare un approccio collaborativo il che potrebbe risolvere il problema, seppur momentaneo, in attesa che parta quella benedetta gara d’appalto con tutti i problemi che, comunque, ne conseguirebbe. Possiamo aggiungere, fra l’altro, che ben conoscendo i responsabili delle due società in attesa, non facciamo fatica a credere che un accordo potrebbe essere raggiunto nell’interesse di tutte e due, anzi, di tutte e tre, se comprendiamo lo stesso Comune che in questo modo si garantirebbe l’incasso di circa 100.000 Euro di affitto Un nulla di fatto per l’Amministrazione significherebbe invece perdere non solo quell’incasso, ma anche un’altra volta la Faccia e, questo disastrato Comune, non se lo potrebbe più permettere. Altre soluzioni non ve ne sono e se qualche furbetto pensa di andare a trattativa privata, escludendo una delle due parti, sappia che andrebbe incontro a seri guai giuridici che, oltre a far perdere tempo, correrebbe anche il rischio di finire dritto dritto alla Procura della Repubblica. Meglio pensarci su e non perdere altro tempo…