rai1-nuovo-logoI rapporti tra la Rai e il Comune di Sanremo, a proposito del Festival della Canzone, sono sempre stati piuttosto burrascosi. Da sempre e con qualsiasi amministrazione. Infatti, quando si tratta di riformulare la famosa convenzione, cominciano i guai, ma a far la voce più grossa comunque è sempre la Rai, soprattutto la direzione generale. Che da un po’ di anni ormai mal sopporta la condizione di realizzare l’evento da Sanremo, da un Teatro Ariston (che costa cifre astronomiche), all’esborso economico che la televisione di Stato deve concedere alla città per i famosi “Diritti” e per tutte le spese che deve anticipare per il personale tecnico e di operai che vengono a Sanremo dove ci restano ance due mesi. Poi, come se non bastasse, la Rai “spara” anche altre condizioni come, ad esempio, non concedere spazi della città vicino al Teatro perché potrebbe averne bisogno o per sicurezza “nazionale”. Questa particolare questione è proprio di queste settimane perché l’Assessore Turismo e Cultura Daniela Cassini, deve inginocchiarsi di fronte a qualche funzionario della televisione per cercare di ottenere Piazza Borea d’Olmo (la piazza di fronte all’Ariston) per darla in concessione ad un gruppo di giovani che vorrebbero utilizzarla durante la settimana del Festival a favore di Giovani Talenti, alcuni dei quali esclusi proprio dalla Rai. Questi imprenditori, tra l’altro, vorrebbero anche far vedere di sera il Festival in megaschermo a circa 300 persone che potrebbero sedersi e godersi la manifestazione perché magari non hanno avuto la possibilità di entrare al Teatro. L’anno scorso, tra l’altro, la stessa piazza è rimasta vuota per tutto il periodo e la gente si chiedeva perché il Comune non l’avesse utilizzata, visto che ci sono sempre state tante cose belle da vivere, oltretutto gratuitamente. Lo strapotere della Rai è dunque anche questo: cercare di mettere in difficoltà il Comune anche nelle piccole cose. Tutto ciò almeno è quanto dicono dall’assessorato al turismo: “la Rai ci impone regole che dobbiamo rispettare perché sono contenute nella convenzione e non possiamo farci niente”. Vedremo come andrà a fin finire.

La Redazione