Tony Renis: “Massimo Ranieri, Fabrizio Frizzi, un bella fanciulla, Gianmarco Mazzi direttore artistico e il Festival è fatto”.

Di Illy Masper

ROMA. Chi salvò il Festival della Canzone, per la città di Sanremo, dalle “grinfie” della sinistra stalinista dell’allora Walter Veltroni del 2004, fu proprio lui, Tony Renis (nella foto), direttore artistico dell’evento musicale più importante d’Europa. Infatti, se non fosse stato per “l’americano adottato Tony”, probabilmente il Festival sarebbe già da tempo all’Auditorium della Musica della capitale romana, complici gli sponsor sinistroidi – per opportunità – anche loro. 

Questo Sanremo se lo deve ricordare, così come deve ricordarsi che Renis, oltre al fatto di essere un artista qualificato, è soprattutto un manager internazionale che ben conosce anche il mercato americano. Per cui, se ci fosse la volontà della città dei fiori di riportare l’evento negli Usa, ci potrebbe riuscire soltanto lui: caro Sindaco Alberto Biancheri proprio così lei ci pensi, ma non troppo. Tornando tuttavia al Festival del 2018 (cara Rai arrivano le date o no?), lo stesso Renis immagina questa soluzione per la conduzione: “una bellissima scelta quella di Massimo Ranieri, magari con Fabrizio Frizzi (nella foto) e una bella “gnocca”, che non guasta mai”.

La coppia maschile potrebbe essere un’eccellente idea perché i due maschietti si completerebbero molto bene: Frizzi il bravo conduttore, bonaccione e assolutamente molto simpatico, Ranieri l’attore-presentatore e mattatore al tempo stesso; una giovanissima bellona attrice italiana, ovviamente, completerebbe un brillante quadro; per la direzione artistica il nome di Gianmarco Mazzi (nella foto) sarebbe poi la soluzione ottimale proposta e molto convinta ancora da Tony Renis, che noi approviamo senza ombra di dubbio. 

Quindi, caro mega-direttore generale della Rai Mario Orfeo, sciolga tutti i suoi dubbi, se li ha ancora, e vada avanti e, se vuole che questo suo primo Festival di transazione abbia un grande successo, la strada – creda a Tony – indicata è questa. Certo, ci sono anche le canzoni, non dimentichiamo infatti che il Sanremo Festival è fatto anche d canzonette (dicono i maligni) e la scelta è un affare del direttore artistico che non deve più essere Carlo Conti, ovviamente. Un’altra scelta, sempre complicata, è anche quella degli artisti da inserire nel cast: meglio i grandi nomi, belle canzoni magari interpretate da semi sconosciuti o da ripescati come spesso accade?

Anche in questo caso il compito non sarà facile, ma il buon Mazzi saprebbe districarsi molto bene, così come sta facendo in casa di Adriano Celentano e della sua Signora, per il disco che stanno preparando insieme. Certo riportare eventualmente il molleggiato all’Ariston sarebbe un’altra ottima e ghiotta occasione: per l’ultima volta dobbiamo dire grazie solo a Tony Renis.

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