Il Festival di Sanremo è il pozzo di San Patrizio?

Eventi collaterali del Festival pagati dai cittadini a privati, SIAE e AMAIE Energia. Soldi pubblici anche per red carpet e facciata dell’Ariston. Sanremo non perde il vizio di elargire contributi ad amici di “ex” amici. Le cifre dello spendi e spandi, e le domande giuste per invertire la tendenza.

Di Illy Masper

Il Festival di Sanremo 2018 è stato un innegabile successo televisivo e in città l’invasione di turisti ne è stata la dimostrazione, finalmente. Intanto il Comune sostiene di aver investito nei “suoi” eventi collaterali per Sanremo Città della Musica, una modica cifra di € 31.952,56 spalmati su Red Carpet, eventi a Santa Tecla e Sfera multimediale di piazza Colombo (nella foto), quest’ultima realizzata in collaborazione con la Siae e per questo ribattezzata Casa SIAE Area Sanremo.

Il contributo più consistente è andato alla Fondazione Orchestra Sinfonica e SIAE con 12 mila euro, per gli eventi legati al progetto “Sanremo Città della Musica” e “Area Sanremo”.  Amaie Energia ha ricevuto €10.184,63, per la fornitura dei fiori per la decorazione della facciata del Teatro Ariston. L’Associazione Fiori e Piante d’Italia, sempre per la facciata dell’Ariston, ha ricevuto € 9.272. Infine un piccolo contributo di € 495,93 è stato riservato anche a Poste Italiane per il tradizionale annullo filatelico legato al Festival. Tutto bene allora? Proprio per niente, perché quel contributo il Comune non lo doveva dare.

Facciamoci due domande. La sfera multimediale è stata un’iniziativa del tutto privata in collaborazione con la Siae (privata anche lei). Quel Privato che si è aggiudicato il contributo lo ha ottenuto in forza di che cosa? Forte del fatto che sia arrivato da Roma, per acchiappare quei due soldi? Possibile? Ma perché, ci chiediamo, non è partito un bando a tal proposito, rivolto a tutti  come è accaduto per dare in gestione il Palafiori? E poi, la strapotente e straripante Siae, ha proprio bisogno di un contributo del Comune per farsi bella su Sanremo? E ancora, per quale motivo il Red Carpet lo deve pagare il Comune, se poi è la Rai che ne usufruisce? Quei soldi sono passati dal Comune alla Fondazione, la quale poi li gestisce a suo piacimento e li consegna a chi gli fa più comodo, oppure agli amici di “ex” amici.

Poi c’è Amaie Energia, che succhia soldi a quasi tutta la città, ma non è in grado di “offrire” al Festival nemmeno un contributo in energia, piuttosto se la fa strapagare dal Comune. E’ così alla fame?

Infine Santa Tecla: da quel che risulta sembra che sia stata la Rai ad affrontare i lavori nel fortino dell’ex carcere. E allora perché una parte dei lavori li deve pagare il Comune?

Quanto alla facciata dell’Ariston stendiamo un velo pietoso senza indagare più di tanto, perché quel risultato grafico è stato deludente. Se poi è anche costato alle già deboli casse del Comune, vuol dire che ogni domanda sullo spendi e spandi disinvolto perpetrato da Sanremo Città della Musica è legittimo. In conclusione, questi soldi spesi il nostro Comune se li poteva risparmiare. Se solo fosse stato in grado di discutere il problema a monte, coinvolgendo ad esempio lo sponsor unico TIM, che ha speso milioni di euro per i suoi innegabili interessi, mentre per la città (a parte quelli per la Rai Santa Tecla compresa) non ha fatto proprio niente. E’ mancato l’interlocutore giusto? Evidentemente…

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