Sanremo: la cultura al centro. Cittadini e turisti non vogliono lasciare sola la statua di Mike Bongiorno. L’idea del Museo Artistico a Cielo Aperto

di Stefania Rulfi

SANREMO. E’ esattamente da un anno che andiamo ripetendo che la figura di Mike Bongiorno, posizionata in Via Escoffier, nel bel centro della città di Sanremo, là tutta sola, è quasi un insulto alla personalità di un presentatore che ha fatto la storia della televisione italiana, oltre che ad aver presentato il Festival della Canzone Italiana per ben undici volte. Certo i turisti, non avendo molto altro da fotografare, si accontentano di fotografare il Mike nazionale, oltre a calpestare (senza accorgersene) i nomi di molti altri artisti scritti sulle piastrelle di Via Matteotti. Ed è da un anno che sollecitiamo il Comune a ridisegnare quel tratto di strada centrale facendola diventare un vero e proprio Museo Artistico a Cielo Aperto aggiungendo altre statue che ricordino l’intera storia del Festival, di quella che oggi – a torto o a ragione – viene considerata la Città della Musica per antonomasia. Le sollecitazioni erano partite già due anni fa quando la figura di Mike venne posizionata a Sanremo, quasi per grazia ricevuta, in quanto non si sapeva cosa farne, né tanto meno dove metterla. Un illuminato personaggio sanremese diede l’idea di posizionarla in quell’angolo e non pensava certamente che la qualcosa attirasse tanto interesse. Ma da allora turisti e sanremesi pensano la stessa cosa: che ci fa lì, in quell’angolo tutta sola, questa bella figura storica? Perché non pensare anche agli altri 68 artisti di tutti i Festival passati che magari potrebbero essere ricordati in qualche modo negli anni? Oggi l’Assessore al Turismo Marco Sarlo, sollecitato dall’idea di creare una strada Museo, sta cercando di coinvolgere i costruttori della struttura The Mall, che sta per nascere fuori Sanremo, così da cercare di riappacificare la città con i capi di quel Centro Commerciale, visto male da qualche commercianti che hanno il terrore di perdere il loro giro d’affari. Al di là della considerazione di qualche Commerciante (che farebbero meglio a rivedere le proprie convinzioni), realizzare un bel “Museo Artistico a Cielo Aperto” significherebbe anche entrare nell’ordine di idea che Sanremo deve necessariamente pensare al suo futuro, anche da un punto di vista culturale, oltre che economico, anche perché oggi più che mai abbiamo bisogno di capire che la Cultura potrebbe salvare gran parte del mondo attuale. E tutti noi sappiamo quanto sia difficile oggi sopravvivere all’ignoranza che serpeggia tra i popoli e che forse se si capisse meglio quella benedetta parola Cultura molte cose potrebbero apparire diverse. La città dei fiori non è certamente una località che possa attrarre per motivi squisitamente culturali, però potrebbe ricrearsi un’immagine inedita anche attraverso ciò che sa esprime oggi: la Musica, il Festival. E allora diventa importante studiare formule attrattive, che raccontino al turista quello che oggi rappresenta Sanremo nella sua vera attualità, nella sua storia più recente. Il Festival è il chiodo fisso della Rai che ne fa per se, ovviamente, un grande business, ma per Sanremo deve essere anche motivo per “sfruttare” quel business durante tutto l’anno e non solo durante la fatidica settimana di febbraio. Quindi, illuminati sanremesi, aiutate l’amministrazione nel suggerire nuove idee, iniziative, e non rivolgetevi a lei solo per criticare o peggio mugugnare, anche se questo è il vero hobby rivierasco.

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