Sanremo, Fondazione Orchestra Sinfonia: contraddizioni e regole poco chiare.

Di Illy Masper

SANREMO. Va detto subito che la Fondazione Orchestra Sinfonica prosegue la sua attività regolata da uno Statuto ufficiale che risale al 14 dicembre del 2010, con atto firmato da Giuseppe Formichella e dal Notaio Gianni Donetti in Sanremo. Da allora, evidentemente, il documento non è mai stato aggiornato nonostante, nel frattempo, vi siano state delle sostanziali modifiche come, per esempio, il fatto che la citata società Sanremo Promotion (che si sarebbe dovuta occupare della gestione promozionale) nel frattempo sia miseramente stata dichiarata fallita. Un organismo statutario quindi superato e comunque incongruente con le normative odierne, così come le stesse nomine dirigenziali sono un po’, come dire, facilone. Altro esempio, la nomina del Direttore Generale non esiste nello Statuto, infatti è previsto il Segretario, mentre sul sito ufficiale della Sinfonica vi è tutt’ora indicato con tanto di nome e cognome Paolo Maluberti.

Restando nelle nomine del Consiglio di Amministrazione è anche poco chiaro chi siano i membri se non il Presidente attuale Maurizio Caridi (Dottore sul web) e l’Avvocato Filippo Biolè di Genova, mentre il revisore unico pare sia rimasto il Dott. Marcello Delaude. Lo Statuto prevede anche la presenza di funzionari pubblici e dello stesso Sindaco, ma di questi nemmeno l’ombra. Quanto poi ai contributi erogati dai Soci (Comune, Provincia? e Casino), siamo ben lontani dalla realtà di oggi, così come i componenti dell’Orchestra sono ormai da considerarsi un Ensamble più che una grande orchestra sinfonica. Infatti sono rimasti poco più di una trentina i professori, oltre pochi amministrativi. E sono talmente presi dal lavoro, quest’ultimi, che non hanno nemmeno il tempo di aggiornare il sito che presenta anomalie e continua a pubblicare vecchie presenze, in parte da dimenticare.

E siamo dunque alle solite delle cause effetto sanremesi: la città possiede una rossa Ferrari (la qualità è ciò che resta della Sinfonica) e non ha i soldi per mettere la benzina per farla correre. E in più non trova nemmeno il tempo di rivedere le desuete regole (oltre ad alcune scelte da non ripetere), forse perché non conosce fino in fondo la materia, oltre che non conoscere per niente la musica e soprattutto come si organizza affinché renda, sia dal punto di vista dell’immagine di una Sanremo Città delle Musica (a parole, a parte il Festival), che delle sostanze economiche.

Aggiornare quel meccanismo del vecchio Statuto sarebbe indispensabile anche per far ripartire quella rossa Ferrari e metterla nella condizione di vincere gare internazionali. Infine, però, alcuni Professori dell’orchestra dovrebbero rendersi conto che i tempi sono cambiati e che sia il caso di aggiornarsi nella mentalità musicale e capire che oggi la stessa musica sinfonica o pop è anche sperimentazione. Lo Statuto stesso lo prevede, ma questa è un’altra di quelle regole che non vengono applicate. Tutto ciò mentre si perde tempo, troppo, in chiacchere, oltre che perdere denaro contante.

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