L’Assessora Daniela Cassini il giorno dopo: Massimo Bonelli, Nazareno Nazziconi, Stefano Senardi, Massimo Cotto, Maurizio Caridi, andranno tutti a casa?

La Redazione

La consolidata! collaborazione della società romana ICompany del buon Massimo Bonelli (per un soffio non è diventato addirittura direttore artistico della città dei fiori) e la “preziosa” (sarebbe interessante capire in cosa consisteva tanta preziosità) presenza sponsorizzatrice dell’ormai ex Assessora al Turismo e Cultura Daniela Cassini, con tutta la sua “ciurma” è finalmente e decisamente finita. Molti in città dicono che fosse ora che la tresca sinistroide, partita dal personaggio Pepi Morgia (che Dio l’abbia in gloria) fosse durata davvero troppo. 

Con la Cassini hanno collaborato, nel creare guasti, in primis, suo malgrado, l’inesperto Presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica Maurizio Caridi, quell’altro signore di Imperia, Stefano Senardi (30.000 € di consulenza per Area Sanremo?); Massimo Cotto (nella foto) “illustre” astigiano, ed infine gli organizzatori del Tour Area Sanremo che fanno capo all’abruzzese Nazzareno Nazziconi. Tutti insieme hanno dato, ed ancora danno, perché nel bene o nel male Area Sanremo deve concludere quest’ultima fase (il contratto scade a fine anno), un prezioso contributo a favore delle loro attività personali nel gestire affari turistici sanremesi.

Quegli affari che tuttavia sono serviti molto poco alla città che ne ha pagato, ed ancora paga, tutte le spese per queste realtà organizzative che vengono a Sanremo per prendere e non certamente per dare; proprio come se Sanremo fosse ancora quella ricca mucca da mungere per poi scappare appena incassato. In passato troppe volte è successo che arrivassero questi invasori moderni che caricavano le mercanzie rubacchiate per portarle sui loro carretti trainati da potenti cavalli a motore, salvo poi lasciare un po’ di briciole in alcune strade della città dei fiori.

Una storia che troppo sovente ha trovato alleati anche a Palazzo Bellevue (sede del Comune) e nei vecchi uffici dell’Assessorato al Turismo di Villa Zirio perché allora, va ricordato, “berta filava” e per alcuni personaggi filava anche molto bene. Finché un giorno arrivarono gli uomini della Magistratura a mettere un freno, ma solo momentaneo, perché poi la questione riprendeva il suo passo naturale. Forse è arrivato il momento che arrivino di nuovo quegli uomini forti prima che i nuovi invasori riescano a fuggire? Sanremo la deve smettere quindi di affidarsi a questi invasori e lasciare spazio alle nuove realtà locali perché ci sono ed hanno tutto il diritto di essere messi alla prova dei fatti.

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