Nuova Legge sulla Musica . Dopo Sanremo, parla Faenza. Ma gli operatori culturali sono pronti a un cambio culturale vero?

Giovedì 1 Marzo, ore 19 al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza: incontro con il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini per parlare della nuova Legge sullo Spettacolo dal Vivo. Introduce il Senatore Stefano Collina. Inaugurazione musicale con Mirkoeilcane, rivelazione del Festival di Sanremo 2018.

di Tiziana Pavone

Faenza. A ottobre scorso, durante lo svolgimento del Premio Tenco a Sanremo, Mario De Luigi aveva portato al Convegno la Ministra Fedeli, proprio in rappresentanza del Ministro Franceschini, che in quei giorni era volato in America. Così si è aperto ufficialmente il tavolo dei lavori. Si era discusso di fronte a un pubblico attento e alle scolaresche, in tre pomeriggi interi, di nuove opportunità legate a questa nuova legge. In particolare, l’introduzione nelle scuole dell’insegnamento della Canzone. Nel frangente, era emerso il bisogno di ridefinire il ruolo e la formazione di specifici docenti, oltreché il significato della parola canzone. Esistono gli Atti di quel Convegno e si possono richiedere. Lo scenario adesso si sposta su un altro sito importante: Faenza, la cittadina che ospita ogni anno verso fine settembre il Mei, Meeting delle Etichette Indipendenti. E’ proprio da lì che ci giunge il comunicato stampa: dal palco aperto tutto il giorno alle band che amano suonare dal vivo.

L’obiettivo dell’incontro e’ ancora una volta nobile: radunare addetti ai lavori intorno ai tavoli di discussione in favore della cultura. Per far funzionare il carrozzone, non basta solo il parere unanime  delle rappresentanze maggiori e minori, della Musica, della Cultura, delle Arti. Ma serve una capacità di collaborazione tra scuderie diverse. Le diverse realtà italiane, in fatto di musica, spettacolo e cultura, oggi hanno il dovere di collaborare piuttosto che di competere. Forse questo si sta capendo, finalmente. E così dopo Faenza, magari ci saranno altre città pronte a seguire le orme. Certo, in molti aspettavano da trent’anni una riforma: adesso è arrivata.

Faenza, Museo

E’ importante che la cultura resti in mani libere, non come strumento manipolatorio in mano a privati, i quali cercano solo di monetizzare a casa propria. Ma detto questo, è importante anche stabilire con quali intenzioni si intenda maneggiare i soldi pubblici. Prima di chiedere l’approvazione di un progetto, prima di prendere laute somme a fondo perduto, tocca che tutti gli operatori culturali si facciano davvero un esame di coscienza. Per capire cosa ne faranno di quei soldi. Per quale causa slegata dal tornaconto li spenderanno.

Perché, se è vero che il privato coi propri soldi fa i propri interessi, è vero che quando lo stesso maneggia la cosa pubblica, magari con consulenze o da bravo organizzatore, può trasformarsi in vampiro e vampirizzarne parecchi.

Il primo passo da fare sarà quello di far convivere tutto un settore, che unito non lo è mai stato. Per dirne una, c’è chi pensa ancora che sia giusto dividere musica di sinistra e musica di destra. E da politico della propria città, magari per partito preso, va a patrocinare solo una parte di canzone lasciando monca l’altra. Che dire, di quello che è successo di recente a Orietta Berti, poi difesa da Vecchioni, quando un politico di sinistra ha fatto un esposto, dopo aver udito la sua dichiarazione radiofonica di voto al Movimento Cinque Stelle? Queste sono guerriglie che non vorremmo vedere, che fanno male a un Paese in grado di vivere di Turismo e Cultura in ogni salsa.

Il Ministro Franceschini davanti al Museo Casadei per valorizzare il liscio

Abbiamo i presupposti, dunque, per crescere culturalmente e far elevare la popolazione? Speriamo di si. Vent’anni fa, proprio al MEI di Faenza, qualche addetto ai lavori venuto da fuori voleva creare la rete dei Festival. Non era una brutta idea. Ma poi, quella rete di pochi si era un pò blindata. Forse in vista del declino culturale verso cui è virato il nostro Paese. Non analizzeremo in un articolo i perché e le colpe di tale declino. Ma posso dire di aver conosciuto qualche addetto ai lavori non esente da responsabilità. Adesso i tempi sono maturi, visto che una nuova legge permette di ottenere fondi, in soccorso del malato cronico. Chi ha fatto morire la cultura, a colpi di evidenti conflitti di interesse personali, però dovrebbe farsi da parte. Speriamo di non redimerlo a quei tavoli, senza prima aver visto un sincero pentimento! Personalmente, se posso suggerire, io per punizione farei cantare dietro l’angolo centinaia di volte Mio fratello è Figlio Unico, per quel popolo “offeso, sfruttato, represso, calpestato, odiato, denigrato, ucciso, frustrato, picchiato, derubato”. Caro Rino Gaetano, qualcuno ti ha ascoltato pensando che la cultura dovesse essere strumento a disposizione di pochi unici. In molti non lo dimentichiamo.

 

 

Il repertorio italiano è patrimonio della nostra tradizione, della mentalità, dei ricordi indentitari. Non possiamo immaginare che possano formarsi fazioni tali per cui poi una Orietta Berti vada a cantare solo alle Feste dell’Unità, per evitare guai legali! Non può essere. No! Perché dove c’è cultura la gente lo capisce, che le divisioni indeboliscono. Lo capisce, che le divisioni sono architettate per fomentare guerre tra furbetti del quartierino fasciocomunisti. Se hai cultura non sei mai povero. E nemmeno cretino a tal punto da essere completamente manipolato.

La cultura è l’unica arma che ci può difendere senza uccidere!

E adesso. Se il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha fatto la propria parte prima della volata a nuove elezioni, gli addetti ai lavori si sono messi al lavoro.

Per chiudere il cerchio, occorre infine che il Popolo dei Festival non formi il tutto esaurito solo per grandi eventi, ma possegga la cultura tale da permettersi di andare alla ricerca di progetti davvero di spessore culturale, da sostenere con grande convinzione! Che sia Jazz, musica popolare o canzone d’autore. Festival, o singolo artista di strada.

Insieme e solo insieme, nel rispetto delle diversità, possiamo sperare di essere in grado di promuovere l’Italia come terra di eccellenze non solo culinarie ma anche culturali. E se siamo capaci di questo, il lavoro, ai nostri giovani, non mancherà. In un Paese di Cultura nessuno elemosina un lavoro. Tutte le città hanno eventi culturali nel loro calendario. Dal centro storico alle periferie. Fin dentro ai menu dei ristoranti. Si lavora con Cinema, Teatro, Canzoni. Scenografi, costumisti, fonici! Alberghi, ristoranti, tassisti, compagnie aeree, commercio, artigianato, slowfood. Eccetera, eccetera, eccetera.

Siamo ancora vivi, intelligenti e ci aspettiamo molto. Buona apertura dei lavori, dunque. Anche per Faenza!

 

TUTTI I PROGETTI GIA’ AVVIATI  CON LA NUOVA LEGGE SULLO SPETTACOLO

– Avvio Festa della Musica del 21 giugno (9000 eventi 36000 artisti 650 comuni) con particolare attenzione ai giovani con la Festa in Anteprima nella Capitale Culturale d’Italia a cura del MEI

Portale della Canzone Italiana con 200.000 brani dal 1900 al 2000 tradotto in 7 lingue, punto di riferimento per la musica italiana on line con aggiornamento di almeno 5 mila brani al mese

– Sostegno a Casa dei Cantautori a Genova. Con la Fondazione De Andrè. Apertura presvista estate 2019

– Dopo Brexit, Residenza a Orchestra Giovanile Europea in Italia con contributo 250 mila anno per tre anni al Comune di Ferrara
Valorizzazione del Jazz con bando già da tre anni di 500 mila euro l’anno e ultimo anno 750 mila euro.

– Artbonus esteso a tutti i soggetti dello spettacolo, inclusi i Festivals

– Tax credit per le opere discografiche musica reso permanente

Sillumina, bando per giovani artisti finanziato con il 10 per cento dell’equo compenso copia privata che ha finanziato oltre 200 progetti gia’ nel primo anno e sta esaminando ora le nuove proposte

– Recepimento direttiva collecting e più trasparenza e concorrenza nella gestione dei diritti d’autore, anche musicali;

– Riforma dello Spettacolo dal Vivo, con riconoscimento musica popolare e jazz, grazie al varo del Codice dello Spettacolo dal Vivo;

– Iva agevolata per concerti al 10%

Bando MigrArti per lo Spettacolo, compresa la Musica per l’Integrazione tra Culture, con un bando di almeno 500 mila euro l’anno

App 18 bonus cultura 18 enni estesa anche musica registrata e dal vivo.

In questi ultimi tre anni il Mibact ha portato una ventata di novita’ anche tra le istituzioni che hanno avuto per quanto riguarda la musica una maggiore attenzione per l’attualita’ e per i giovani che ne ripropongono il ricambio generazionale: si pensi alle gratuita’ per le iscrizioni della Siae agli under 30 e alle start up, ai maggiori incentivi per la promozione della musica dei giovani, a un aumento di sostegni a progetti nuovi per il settore musicale anche verso l’estero, a un segno positivo nel fatturato complessivo del settore musica, a maggiore spazio per gli indipendenti e per i giovani, al Bonus Stradivari per gli strumenti musicali e tanto altro ancora. Inoltre, Per la Romagna, in visita al Museo Secondo Casadei, il Ministro Franceschini ha preso un forte impegno per la valorizzazione del liscio (foto più sopra)

Museo Internazionale delle Ceramiche – Faenza.

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