ERMAL META E FABRIZIO MORO ALL’EUROVISION SONG CONTEST 2018. ATTESA PER LA FINALE DEL 12 MAGGIO.

di Susanna Giusto

A tre mesi di distanza dalla chiusura del sipario sanremese, i riflettori sono di nuovo puntati sulla coppia Ermal Meta-Fabrizio Moro. Il duo vincitore della 68º edizione del Festival della canzone italiana rappresenterà infatti il nostro paese alla finale dell’Eurovision Song Contest 2018, che si terrà all’Altice Arena di Lisbona sabato 12 maggio e verrà trasmessa in diretta su RAI UNO e in simulcast su RAI radiodue.

Una sfida importante per i due cantautori che hanno rischiato la squalifica a Sanremo con “Non mi avete fatto niente”, brano accusato di plagio e poi riammesso alla gara dopo un turbolento polverone mediatico. E ora, sopite le polemiche, Ermal Meta e Fabrizio Moro si preparano per affrintare il palco della manifestazione musicale tra le più seguite al mondo.
L’Eurovision Song Contest, nato nel 1956 proprio sulla falsariga del Festival di Sanremo, è organizzato dal’EBU, acronimo per European Broadcasting Union (Unione Europea di Radiodiffusione) e raccoglie la crème della musica pop europea, nonostante abbia subito nel tempo un’innegabile deriva kitsch legata all’eccessiva enfasi sullo “Show” a scapito delle canzoni. I dati però non mentono e i 600 milioni di telespettatori che hanno seguito l’evento negli ultimi anni danno un’idea della risonanza di questa manifestazione.
Il Contest, giunto alla sua 63° edizione, prevede che ogni paese scelga autonomamente il proprio rappresentante e nel caso dell’Italia il candidato viene decretato al Festival di Sanremo. Non solo, le cosiddette “Big Five” (Italia, Regno Unito, Francia, Spagna, Germania) ovvero i Paesi che supportano economicamente l’EBU, vanno dritti in finale senza passare delle due semifinali. Lo stesso privilegio è concesso al paese ospitante, che quest’anno è il Portogallo.
Su 43 nazioni in gara per il 2018, solo 26 saranno presenti alla serata decisiva del 12 maggio e tra queste c’è appunto l’Italia.
Ma quante sono le possibilità per la coppia Meta-Moro di aggiudicarsi la vittoria a Lisbona? Non moltissime, se si considerano i pronostici degli scommettitori e gli avversari “Big Five”.
Tra queste c’è la Francia dei Madame Monsieur. I cugini d’oltralpe, rappresentati dal duo elettro-pop Émile Satt e Jean-Karl Lucas, gareggiano con Mercy, una canzone “éngagée” che ha come tema il dramma dei bambini migranti che scappano dalla guerra attraverso il mare.
Di contro, Meta e Moro si presentano con il brano sanremese che ripercorre in chiave folk rock i tragici attentati terroristici degli ultimi anni, con riferimenti anche alle stragi di Nizza e di Parigi.
È di certo interessante vedere come la trasversalità dei temi delle due canzoni riporti le problematiche europee su un terreno comune, che tocca la sensibilità degli artisti indipendentemente dai confini geografici. Ma a parità di intenti il sound francese sembra allinearsi maggiormente alle attuali tendenze musicali del vecchio continente.
Non solo. C’è da chiedersi anche se un evento come l’Eurovision, con il suo sfarzo glitterato, sia il luogo adatto per un brano di impronta cantautorale come “Non mi avete fatto niente”. Canzone che peraltro ha già sollevato diverse perplessità in Italia, dove in molti hanno espresso il loro disappunto per l’approccio troppo semplicistico e retorico verso un argomento così delicato. Se è vero poi che nel 2016 fu premiata una canzone a sfondo storico-politico, con un primo posto assegnato all’ucraina Jamala e al suo brano sul genocidio dei Tatari in Crimea, è pur vero che questa parrebbe un’eccezione che conferma la regola. Non a caso, l’anno successivo, a vincere è stata la romantica ballad Amar Pelos Dois del portoghese Salvador Sobral.
L’Italia, dal canto suo, ha vinto solo due edizioni della competizione, la prima volta nel 1964 con Gigliola Cinquetti e poi nel 1990 con Toto Cutugno. Gli unici a salire sul podio negli anni successivi sono stati Raphael Gualazzi nel 2011 con il suo secondo posto e Il Volo, che nel 2015 hanno ottenuto un terzo posto in gara e un Premio della critica. Infine Francesco Gabbani, dato per superfavorito nella scorsa edizione con la sua “Occidentali’s karma”, si è dovuto “accontentare” del Premio della Sala Stampa.
È difficile quindi, stando alle premesse, sperare in una vittoria italiana per l’Eurovision Song Contest 2018. Ma i pronostici sono fatti anche per essere smentiti e la coppia Meta-Moro, che ha dimostrato di saper sfruttare il vento avverso, potrebbe riservare delle sorprese.

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