E dalla Liguria pronti a “scappare” a Roma: Scayola, Giampedrone, Cavo, Berrino e Viale, tutti pazzi per un “posto al sole”

Di Illy Masper

GENOVA. Effetto elezioni del 4 marzo prossimo: la Giunta del Presidente Giovanni Toti pronta a sfasciarsi pur di raggiungere l’obbiettivo di alcuni suoi collaboratori, ospiti ai piani alti di Piazza De Ferrari. Nel senso che il Palazzo della Regione, nei prossimi giorni, si svuoterà perché almeno quattro, se non cinque, assessori sono decisi a candidarsi per un posto al Parlamento nel tentativo di risolvere così anche i loro problemi personali, in barba ai propri elettori locali che li hanno messi a Genova per governare la Liguria e non andarsene, alla prima occasione, per i fatti loro. Invece sta per succedere quello che succede comunque da troppi anni e che, Comuni e Regioni, si svuotino di amministratori i quali, però, ribadiscono il concetto secondo cui chi arriva a Roma ci va per cercare di risolvere i tanti problemi, anche della loro Regione di appartenenza, in quanto questi problemi pare che si risolvano soltanto se sei presente tutti i giorni in Parlamento.

Cosa che regolarmente non avviene perché, innanzitutto, si sa bene che Roma è il vortice del male politico, quindi partitico; lo abbiamo detto più volte e continueremo a ripeterlo: la capitale offre molte opportunità personali, questo sicuramente, ma poco altro se non si ha la possibilità di entrare in certi meccanismi più adatti al popolo di quell’oscura città tentacolare, piuttosto per chi arriva da fuori. A meno che non faccia già parte di quella ristretta cerchia partitica vicina da sempre al potere, che poi è la stessa da cinquant’anni, anzi da 70 visto che la Costituzione è arrivata a questa bella età.

Di fatto cambiano gli uomini, e adesso anche le donne (poche per ora), ma il sistema si tramanda da padre in figlio o al nipote, dal vecchio al giovane, che però si deve adeguare. Dunque la Liguria perderà alcuni uomini, ed anche alcune donne che tuttavia, stando ai sondaggi delle ultime settimane, sembrano favorirgli il passaggio oltre la città della Lanterna: prenderanno l’aereo per arrivare prima? Sempre che ci arrivino sia chiaro, perché se invece non ci arrivano poi che faranno? Torneranno a casa con le pive nel sacco?

Il rischio per loro è grande, ma l’ambizione di provarci lo è di più. E i nostri “eroi” ponentini, soprattutto, di ambizione ne hanno davvero tantissima, ma come stanno invece a preparazione politica? Resta il fatto comunque che tutta questa loro sfrenata ambizione è pronta ad esplodere per il bene… comune! Ma anche per quello personale e non importa da che parte si siano schierati, tanto a Roma diventeranno tutti amici, fuori da quel Palazzaccio. (Nella foto la futura casa dei nostri politici liguri?)

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