E adesso la Casa da Gioco sanremese punta ai grandi appuntamenti anche culturali. Parola del CDA?

di Ilio Masprone

SANREMO. “Eppur si muove fatidica quanto celebre frase di Galileo Galilei che pronunciava di fronte al Tribunale dell’Inquisizione. Tre parole tuttavia che bene inquadrano ciò che sta accadendo in questi ultimi tempi all’interno della burocratica casa da gioco della città dei fiori. Ma le regole dello Stato vanno rispettate, anche se le stesse sono fatte dagli uomini e sarebbero gli stessi uomini o donne – sia chiaro – che potrebbero modificarle.

Ma questo è un discorso che interessa una politica piuttosto assente e molto poco incline a parlare di Casino, non solo sanremese ovviamente. Nonostante queste enormi difficoltà che il legislatore non sa affrontare (perché poco interessato all’argomento), il CDA della “casa bianca” ligure cerca, con propri mezzi e oggettive difficoltà soprattutto economiche, di rilanciare il Casino programmando misure alternative al gioco tradizionale che sta perdendo terreno un po’ dappertutto. Partendo dall’insano principio secondo il quale ogni giocatore che entra nelle sale da gioco italiane deve dare, per insulsa Legge italiana, i propri documenti di identità, così da far entrare tutti quanti in un’unica Mailing List (nera naturalmente), tracciabile in qualsiasi momento, per la gioia della Guardia di Finanza costretta a far osservare le Leggi. Come dire che questo Stato italiano, così intelligente, a questo punto, dovrebbe chiudere i Casino e trasformarli magari in case di cura per anziani: in questo modo risolverebbe il problema una volta per sempre. E farebbe più largo, invece, alle macchinette mangia soldi, non costrette a denunciare i propri avventori. Tanto sono già regolate a monte a favore, innanzitutto, del nostro Stato piuttosto malandrino.

Ma torniamo al Casino ligure che in queste settimane ha inaugurato nuove sale per i Tavoli Verdi, un nuovo Bistrot aperto su una meravigliosa quanto ampia Terrazza che si affaccia sulla Via Matteotti e sulla quale sarebbe possibile organizzare piccoli e medi eventi all’aperto. Ma la novità non è solo strutturale, perché pone le basi su obbiettivi che tutto il CDA, Direzione Generale compresa, ormai convinta che si debba dare nuovi impulsi e altri obbiettivi, non troppo legati ai soli Tavoli Verdi, sempre più al… Verde e che bisogna intensificare alternative modalità di interventi investendo (e qui casca l’asino perché soldi non c’è ne sono) intensificando, ad esempio, manifestazioni, eventi, anche culturali a respiro internazionale, congressi, matrimoni, da realizzare comunque all’interno della casa da gioco: nel Teatro dell’Opera, nelle nuove Sale, nel Bistrot, al Ristorante Biribissi, e soprattutto in quel Roof Garden poco sfruttato, ma nel quale occorrerebbe rimodellarlo adattandolo a nuove esigenze pensando soprattutto alle generazioni di oggi. Le idee non mancano affatto, basta cercarle dove ci sono.

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