Due mesi al Festival e di pianificare le manifestazioni collaterali non se ne parla: che fa l’Assessore al Turismo?

Di Illy Masper

Sanremo si avvicina al suo Festival e alle manifestazioni collaterali che solitamente si svolgono nelle piazze della città, in riva al mare, o all’interno di altre strutture. Piccoli eventi che hanno il compito, tuttavia, di intrattenere e rallegrare il pubblico durante le giornate festivaliere o anche alla sera per coloro che non seguono il Festival.

Fino all’anno scorso Piazza Colombo (nella foto) era l’unico punto fermo dove transitavano migliaia di persone, ma è anche sempre stato il punto più caotico dove si mescolano le radio presenti a bordo piazza e le attività sulla piazza stessa, che rendono il tutto tremendamente confusionario: errori di pianificazione che disturbano solo e mettono nella condizione il pubblico di passare velocemente e non fermarsi perché il caos è eccessivo.

Chi organizza, il Comune da anni non è in grado di proporre una programmazione equilibrata lasciando a mani esperte questo compito; mani che non sono certo quelle di cui l’ex Assessora al Turismo amava contornarsi per motivi di politica, sua personale: così impegnava anche gente della Fondazione della Sinfonica e i risultati si sono visti: insufficienti e disordinati. C’è la speranza che il nuovo Assessore non commetta gli stessi errori e che affidi il delicato compito ad esperti che siano in grado di sviluppare un interessante aspetto artistico anche nel rispetto culturale, ma in particolar modo utile per i cittadini e per i turisti con una programmazione che coinvolga la stessa città e non lasciare tutto questo a gente speculatrice che arriva da fuori Sanremo, mettendo le forze locali (perché ci sono, lo abbiamo ribadito 1000 volte) in situazioni imbarazzanti e sconvenienti.

Al momento nessuna proposta ufficiale sembra sia arrivata in Comune, brutto segno perché evidentemente non c’è fiducia nelle decisione dell’amministrazione e, al tempo stesso, anche l’Assessore al Turismo Marco Sarlo, che non ha ancora ben capito come muoversi, speriamo si renda conto che mancano solo due mesi al Festival; tempi strettissimi, quindi, che non consentono più di fare una vera programmazione, per cui finirà che tutto si risolverà all’ultimo minuto, magari seguendo le esperienze passate dando così un segnale di quella continuità negativa, nonché di scarsa professionalità e pianificazione cui, purtroppo, Sanremo ci ha abituati. Se questa Provincia (Sanremo compresa) è tra le ultime nelle classifiche nazionali per la qualità della vita, ci saranno pure dei motivi: la mancanza di una seria pianificazione degli eventi è certamente una di queste.

Tornando alle manifestazioni collaterali al Festival, ci si aspetterebbe qualcosa di nuovo, di particolare e che le piazze, nonostante le nuove e restrittive, ma anche assurde normative sulla sicurezza, facciano rivivere momenti di gioia e spensieratezza al fine di rendere questa città dei fiori, un po’ meno appassiti di quanto già non lo siano. Oppure assisteremo ancora una volta al fallimento socio-culturale e alle deficienze e ci accontenteremo di entrare in quell’altro caos del Palafiori di Corso Garibaldi dato in affidamento, tanto per restare nel tema, a gente da Fuori Sanremo che qui viene per prendere e non certo per dare…

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