Considerazioni sull’operato dell’Assessore al Turismo e Cultura di Sanremo, Daniela Cassini

Da un po’ di tempo in città sentiamo ripetere sempre più spesso questa frase: “l’Assessore/a al Turismo di Sanremo, Daniela Cassini (nella foto) si sta dimostrando fuori posto: abbiano cercato di farglielo capire in tutti i modi, ma lei non ne vuole sapere e quel cadreghino non lo vuole proprio mollare”. Sono solo voci, certo, ma durano da mesi e mesi. Sentirle fa male, soprattutto fa male alla città che da questo importante assessorato si aspettava molto e invece ha ottenuto poco, quasi zero. Sanremo dovrebbe vivere soprattutto di economia turistica, di nuove iniziative, di cultura, ma quella vera e non far finta di fare cultura in una città che, purtroppo, già di suo non è poi così acculturata. Comprendiamo che sia un termine difficile da concepire, da organizzare, ma da chi ha il “potere” della Cultura e del Turismo ci si aspettava qualcosa di più. E’ vero che le risorse scarseggiano (la Cultura in particolare costa molto), però mancano anche le idee: se ci fossero almeno quelle i soldi si potrebbero anche trovare. Che poi l’Assessore/a Daniela Cassini sia un soggetto operativamente immobilizzata, poco decisionista, con scarsa capacità organizzativa, molto poco fantasiosa nel formulare nuove idee (tanto meno realizzarle) risponde al vero, così come è vero che si contorna di improvvisati o di qualche amica…e, aggiungiamo, che si ritrova addosso una discreta dose di presunzione dell’essere. Noi l’abbiamo messa alla prova dei fatti e non siamo riusciti a cavarne un ragno dal buco. Adesso poi, dopo questa esaltante considerazione politica, possiamo essere certi che l’Assessore/a avrà un motivo in più per tenerci fuori dal suo giro, così potrà continuare a dire che se dovesse intravvedere tra le pratiche del suo ufficio che dietro a qualche nuova iniziativa proposta, seppur a favore della città, ci siamo noi del quotidiano on line festivalnews.it (e cartaceo il 15 novembre) apriti cielo. Però dimentica un particolare: a lei non abbiamo mai chiesto niente, tanto meno contributi economici, tanto li concede ad amici o compagne…; noi ci siamo sempre basati sulle nostre forze e abbiamo pagato caro, anche grazie alla sua incapacità di rapportarsi con l’esterno. Per andare d’accordo con l’Assessore/a forse bisogna pensarla politicamente come lei (che guaio), ma questo, oltre che avvilente, è improduttivo e non rende certo giustizia alla sua città che meriterebbe ben altro. Un Assessore al Turismo e Cultura per essere credibile dovrebbe comportarsi esattamente al contrario; per gestire un assessorato di questo livello, che determina il successo o l’insuccesso di una località famosa come Sanremo, ci vogliono le palle (alcune Signore le hanno!). A lei, dimostrando di non averle, le è stato chiesto più volte di fare un “passo indietro” (non ci pensa proprio), altri invece adesso attendono un suo “passo falso” per poterla tagliar fuori e segnare così l’inizio della sua fine, politica si intende. Sul piano personale nulla da eccepire, nonostante lei non sia nemmeno un mostro di simpatia, ma questo è un altro problema, suo. Per quanto ci riguarda le nostre iniziative le porteremo magari ancora alla Reggia di Caserta dove, in esclusiva nei meravigliosi giardini, l’anno scorso abbiamo realizzato “Due Notti Magiche” con il tenore Andrea Bocelli, un’orchestra sinfonica di 70 elementi, con i primi del San Carlo di Napoli; un coro polifonico di 60 maestri e ben 14 solisti internazionali, senza chiedere un soldo all’ente pubblico locale, con ben 7500 paganti. E per concludere, caro Assessore, non si sforzi a voler pensare che questa considerazione possa essere un complotto contro di lei: è solo il frutto di risultati mancati e lo sanno bene anche i suoi “compagni” e 3/4 della Giunta che sta cercando di ricompattarsi con il centro-destra.

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