Il clamore mediatico di Rai Uno sul 68° Festival, mentre lo sponsor Tim si dimentica della città.

Di Illy Masper

Il clamore mediatico che la Rai si auto impone per lanciare il 68° Festival di Sanremo, in scena dal 6 all’11 febbraio prossimo, è senza dubbio giustificato per almeno due valide ragioni: che lo Sponsor, innanzitutto, essendo l’unico della kermesse sanremese per il secondo anno consecutivo, contrattualmente “pretende” dalla tivù di Stato un’audience che non deve scendere al di sotto di almeno dieci milioni di ascoltatori di media nelle cinque serate; pena la riduzione di un badget miliardario di cui, per sapere l’entità reale, la si dovrebbe chiedere direttamente all’Ufficio delle Entrate. Si parla comunque di 24/25 milioni di Euro. Ergo dice TIM: “se non me li garantisci quegli ascolti, cara Rai, quel badget scenderà e di parecchio”.

E’ una nostra supposizione suffragata, tuttavia, da vecchie edizioni che qualche volta hanno creato in tal senso, quanto meno, discussioni e sconti economici; seconda ragione: che nonostante il Festival sia l’evento televisivo più visto e seguito dagli italiani (Calcio a parte), la “nostra” televisione deve cercare di tenere alto, non solo il suo prestigio personale, ma confermare le stesse esigenze economiche che solo il Festival di Sanremo garantisce. Esempio contrario; se la Rai perdesse un po’ di quei due motivi la pubblicità scenderebbe di valore e la Rai non può permettersi una simile deblaque; anche perché ha ancora molti problemi interni totalmente irrisolti.

E per incrementare l’interesse del pubblico verso il Sanremo Festival si è inventata tre spot (in onda in queste settimane) nei quali il D.A. Claudio Baglioni diventa improvvisamente “scolaretto” di fronte al mostro dei conduttori Pippo Baudo e due ex (per ora) presentatori del Festival come Fabio Fazio e il prezzemolino Carlo Conti, sempre meno abbronzato. Un’idea che può piacere o meno, ma che, se non altro, ha sicuramente costi limitati perché i due presentatori essendo considerati “uomini” Rai a tutti gli effetti, sarebbe il colmo che si fossero fatti pagare un extra, mentre Pippo l’avrà fatto probabilmente per dare una mano a Baglioni il quale poi lo inviterà (si spera nella sensibilità dell’artista) sul Palco dell’Ariston per ricordare che ha superato di gran lunga 50 anni di eccezionale carriera, anche grazie a Sanremo. Un’idea, quella di riportarlo nella città dei fiori, suggerita dal nostro Blog ben tre mesi fa.

A proposito di Tim, ripetiamo unico sponsor, ancora una volta dimentica di fare qualcosa per la città di Sanremo, almeno durante il periodo festivaliero, invece che dedicare le sue enormi risorse finanziarie solo alla televisione romana e alle sue iniziative collaterali al Festival, ma sempre comunque targate Rai.

Cosicché il povero Comune di Sanremo si deve ancora e sempre accontentare delle solite briciole. E non venga a dire Tim che gli spot televisivi realizzati dalla sua telefonia sono anche una promozione per Sanremo, come se la città ne avesse ancora bisogno: Sanremo piange denari, contanti da quanto dicono in Giunta. Ma ormai il contratto tra Rai e Comune è stato siglato e quel che è fatto è fatto, purtroppo per altri tre anni (Nella foto Baudo e Baglioni nello spot).

Lascia un commento