Artisti napoletani pronti ad aiutare le giovani generazioni: al Casino di Sanremo a settembre prossimo.

di Tiziana Pavone

NAPOLI. Il vuoto musicale artistico lasciato dal grande Pino Daniele, che Sanremo ricorderà sabato 1° settembre prossimo all’Ariston, pone un interrogativo: dove va la musica napoletana? Chi sarà o chi saranno gli eredi di quella melodia contemporanea, tanto amata anche da Daniele che la aveva ormai imposta non solo nel Golfo di Napoli, ma in tutto il resto del Paese? Certo nomi come Eugenio e Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Enzo Avitabile, gli Almamegretta, Lina Sastri, Nino D’Angelo (nella foto), Gigi Finizio (nella foto), Bonocore, lo stesso Gigi d’Alessio, segnano tutt’ora la continuità della napoletanità. Se vogliamo, anche rapper come Rocco Hunt, i 24 Grana e adesso quel fenomeno chiamato Liberato, rappresentano una parte di quella musicalità espressa di questi ultimi anni, ma che, comunque, è lontanissima dalla tradizione che vorrebbe quella stessa continuità neo-melodica ancora molto presente.

Non possiamo dimenticare che la musica napoletana parte dal melodramma, poi arriva al neo-classico, ed infine a quel Pop con brani che hanno fatto la storia della canzone conosciuta in tutto il mondo. I passati Festivaldi Napoli, dal 1952/1954/1956/1957/1958/1959/1960/1961/1962/1963/1964/1965/1966/ 1967/1968/1969/1970/1971 e fino all’81 ne hanno aggiunta altra di storia musicale, poi fallita per ragioni non troppo misteriose. Tutti questi eventi, tuttavia, traggono origini dal lontano 1931, quando al Casino di Sanremo viene realizzato il primo in assoluto Festival Napoletano, ideato da Luigi De Santis con la collaborazione del popolare attore di quel periodo, Raffaele Viviani e il musicista Ernesto Murolo, padre del grande Roberto.

Napoli dopo quel Festival lo ha giustamente ereditato e continuato fino agli anni ’80 per perdersi definitivamente tra le branche di napoletani molto poco nobili. E così siamo arrivati ai tempi d’oggi, quando un non napoletano vuole proseguire quella strada musicale rinvigorendo quel lontano Festival Napoletano per riportarlo nuovamente dove è nato: nella città ligure ormai considerata Città della Musica. E non nella città di Napoli. Per ora, almeno.

L’obbiettivo resta comunque quello di puntare sui giovani e capire se hanno nuove idee musicali, attuali, legate alla loro contemporaneità: si intende dare la possibilità di farsi conoscere al di fuori della propria terra regionale. Bisogna capire se queste nuove idee musicali abbiano ancora interesse nel tempo. E dovrebbero essere i cosiddetti Big napoletani, che abbiamo citato i primi ad infondere a queste nuove generazioni, quelle musicalità ovviamente aggiornate: questi giovani avranno delle loro idee, ma non potranno non capire che i maestri d’oggi, possono essere per loro guide ideali per arrivare a creare nuove e fantastiche tendenze musicali.

Il nascente SanremocantaNapoli (al Teatro del Casino di Sanremo, dal 29 al 31 agosto prossimo), deve essere visto come un’opportunità da giocarsi, certamente fuori casa, questo per dare quel senso di continuità a quel grande evento musicale di cui oggi si sente la nostalgia, ma che ha tanta nuova linfa da proporre e Sanremo è disponibile ad accogliere questo nuovo Cantiere della Musica anche napoletana. Scopriamolo insieme, amata, accogliente, ma anche difficile città di Napoli.

 

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