SanremocantaNapoli ha un futuro. Tutti a livello professionale, gli artisti in gara ieri. Oggi atteso il secondo gruppo. Domani la finalissima.

di Tiziana Pavone

Se il buongiorno si vede dal mattino, questo è un bel giorno. Ieri sera è stata ampiamente superata la linea di confine che decreta il successo. Puoi mettercela tutta, ma non sai mai, finché non scendi sul campo a misurarti con il pubblico, se effettivamente le tue idee si materializzano nel verso giusto. L’atmosfera del teatro, forgiata dai conduttori Massimo Proietto e Dario Salvatori, entrambi legati alla Rai, era calda; l’interesse alto e la voglia di portare avanti la nostra musica anche. Molti i giovani che, passate le selezioni, hanno finalmente calcato quel palco. E lì sopra ci hanno messo tutta la loro coinvolgente energia. Ognuno con la propria personalità, ognuno con la propria preparazione, che è tanta. E’ incredibile come si sia alzato negli anni il livello di preparazione di questi giovani artisti. E’ incredibile se pensiamo anche a come vengano sempre presi di mira, dai detrattori della nostra cultura, quando si tratta di giustificare proprie mancanze. Mancano le attenzioni, gli spazi, per i giovani. Non mancano i bravi giovani. E non ci stanchiamo mai di sottolineare questa verità. Questo è finalmente uno spazio pulito, dove potersi esprimere al meglio, senza dover passare attraverso intermediari poco onesti sparsi lungo la penisola. E quando c’è questa bella combinazione sana, non solo lo spettacolo riesce, ma si riesce a dimostrare che l’Italia ha una delle sue più importanti ricchezze nel patrimonio culturale legato alle risorse umane. E di questo ci potrebbe vivere a lungo. Turismo, musica, relax, cibo… Tutte combinazioni che il patron di SanremoCantaNapoli, il giornalista e operatore culturale Ilio Masprone, ha sapientemente unito, come del resto fa da anni con il Galà della Stampa al Festival di Sanremo, e con altre iniziative di alto livello. La sua idea, o meglio, la speranza di trovare qualche talento in mezzo al mucchio, si può dire realizzata. Il problema ora sarà quello di scegliere tre artisti su venti (diciannove, ad essere precisi, dopo la rinuncia di una partecipante per motivi personali). A questo compito ingrato è delegata una giuria presieduta dal giornalista critico musicale della Rai, Dario Salvatori, unitamente a un autore di caratura nazionale, come è Franco Fasano, una veterana regina della musica napoletana, Miranda Martino il Maestro Adriano Pennino e altri addetti ai lavori. Davvero difficile la scelta, se già nella prima serata, svoltasi ieri sera ci sono stati più di tre artisti meritevoli di raggiungere il podio. Questo dato di fatto è però un motivo per pensare in positivo. Perché oltre alla gara di SanremocantaNapoli, si devono costruire o sostenere altre opportunità. Quando c’è la materia prima, il resto è un contorno di cui privati e pubblico devono farsi carico in modo responsabile. La musica è in buona salute, quindi. Piuttosto mancano gli addetti ai lavori trainanti. Non stiamo a rimpiangere quelli in voga molto tempo fa. Ci siamo conosciuti abbondantemente. Ma è tempo di svecchiare anche il vecchio concetto secondo cui apparire esteticamente è l’essenziale. E allora sempre più c’è da augurarsi che, insieme alle fucine che laureano nuovi manager dello spettacolo, nascano molti palcoscenici aperti all’arte. La speranza è nella musica dal vivo, nelle vetrine come SanremocantaNapoli. Dove non si può prescindere dalla gara. Ma dove è importante più che competere, collaborare. E questo spirito devo dire ieri si annusava. I ragazzi sono più bravi della generazione che li ha preceduti, nel fare amicizia, nel confrontarsi, nel tifarsi a vicenda. Sono consapevoli che là fuori c’è da salvare un patrimonio di cui loro sono in parte portatori. E se ognuno fa la sua parte, non può che esserci lunga vita per la musica di casa nostra.

 

La pausa dalla gara è stata allinsegna di altra musica, questa volta lirica, con una scoperta di Ilio Masprone legata per provenienza famigliare a Portici: l’ospite  di ieri, la soprano e psicologa Emanuela Carotenuto, ha eseguito un’aria di Puccini “Oh mio babbino caro” e “Funiculí funiculà”, il motivo che inaugurò la funicolare di Napoli. Tornerà per la nostra gioia anche questa sera col suo Medley “Trittico napoletano” che, siamo certi, incanterà il pubblico nuovamente. Per dire che c’è una terra ricca di personaggi talentuosi sparsi per l’Italia, dediti ad applicarsi anche in altre mission vitali, che non tralasciano per nessun motivo la passione. E’ questo il carattere napoletano.

Questa sera tra i gareggianti si sfideranno anche un duo e un trio (Suonno d’Ajere, in copertina) che sappiamo avere i numeri per tenere alta la temperatura in sala. C’è religiosa attesa, partecipazione. E l’aria è di festa grande. Quando il comune denominatore è la scommessa di tutti sull’amore per la musica, l’ultimo giorno non potrà che farci scappare qualche lacrima di commozione. Già se ne avverte il sentore.