Gli ascolti delle Radio? Sempre le solite “note”

A Festival finito vengono spontanee alcune considerazioni che vanno oltre la trasmissione televisiva, ma che rimangono in ambito sanremese, di Rai Uno certamente, ma soprattutto sulla qualità dei testi ascoltati. Il successo di questa seconda edizione targata Carlo Conti non deve, infatti, eccedere nell’entusiasmo per quanto riguarda la qualità delle canzoni che, a distanza di una sola settimana, poco si sentono per radio. O meglio, sono quattro o cinque quelle più gettonate, mentre tutte le altre sono già passate nel dimenticatoio. Ma non perché non siano altrettanto ascoltabili o godibili, ma perché le emittenti (tutte) sono più portate ad irradiare le vincitrici e non a cercare di selezionarne altre. Cioè, “diamo spazio a queste “note” sanremesi che godono della vittoria e non alle altre perché non fanno ascolto”. In linea di massima questo è quello che pensano i Programmatori che non hanno una vera e propria cultura musicale sviluppata, perché pensano solo all’interesse del proprio editore. Come dire, “facciamo si, gli interessi suoi e degli ascoltatori e non improvvisiamoci Direttori Artistici pensando di andare a ripescare altre Canzoni, tanto non siamo in grado di capire quelle che possono diventare un successo… a scoppio ritardato”. Perché ce ne saranno senz’altro e a scoprirlo non saranno loro, gli ascoltatori e magari qualche CD venduto in più di artisti che a Sanremo non sono stati premiati. Questo accade ogni anno, così come ogni anno speriamo sempre che la qualità di questi benedetti testi sia migliore ma, alla fine, ci accontentiamo di quello che ci rifilano, con tanta grancassa. Tanto non si tratta del Festival della Canzone, ma del solito Festival degli Artisti, purché facciano audience.

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Redazione di Festivalnews

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